lunedì 13 febbraio 2017

Immigrazione: nuove norme sul contrasto ed istituzione di sezioni specializzate

In arrivo nuove misure urgenti per rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale ed al traffico dei migranti e per semplificare le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale.
E' quanto previsto dal decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 10 febbraio 2017, che dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di un articolato pacchetto di misure destinate ad incidere in modo rilevante, anche sul piano ordinamentale, nella delicata materia del controllo e della repressione del fenomeno migratorio.
Queste le principali novità:
-istituzione di 14 sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale
Le sezioni specializzate sono istituite presso le seguenti sedi di tribunale: Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia.
Le sezioni avranno competenza nelle seguenti materie:
- mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue;
- impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza;
- riconoscimento della protezione internazionale;
- mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
- diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari;
- accertamento dello stato di apolidia.
-procedure per il riconoscimento della protezione internazionale: per rendere più semplici e snelle le procedure, si prevede un nuovo modello processuale di tipo camerale, con udienza orale, durata massima di 4 mesi, che si conclude con un decreto non reclamabile ma ricorribile per cassazione;
-impiego dei richiedenti protezione internazionale, su base volontaria e gratuita, in attività socialmente utili: lo scopo è quello di favorirne l’integrazione nel territorio e nel tessuto sociale;
-semplificazione delle procedure di identificazione: saranno individuati i centri di prima accoglienza destinati al soccorso, in cui saranno effettuati uno screening sanitario e le operazioni di fotosegnalamento, rilevamento delle impronte digitali e registrazione obbligatorie;
-effettività dei provvedimenti di espulsione: si prevede il potenziamento della rete dei centri di identificazione ed espulsione, ridenominati “centri di permanenza per il rimpatrio”, che saranno dislocati ove possibile in aree più facilmente raggiungibili e utilizzando strutture pubbliche da riconvertire, che saranno individuate sentiti i Presidenti delle Regioni interessate.

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La Corte dei Conti: la Ue non può non tener conto della potenziale continuità degli eventi sismici

Maggiore flessibilità da parte dell'Unione europea anche per far fronte alla potenziale continuità degli eventi sismici. E' l'appello lanciato dal presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha rivolto un pensiero alle popolazioni coinvolte dal sisma dell'agosto 2016. La "prevenzione" di eventi sismici, secondo Martucci, "non appare del tutto slegata dalla ricostruzione, poichè non si tratta di cautelarsi contro eventi solo possibili, bensì di programmare una protezione contro effetti drammatici di eventi sismici che presentano, purtroppo, carattere di potenziale continuità". Di questo "peculiare aspetto non può non tenersi conto, anche in sede europea, per gli interventi finanziari messi in campo dal governo e dal Parlamento", ha aggiunto.

Secondo Martucci di Scarfizzi, i segnali di ripresa economica "dovrebbero progredire o quanto meno consolidarsi". "Primi, anche se deboli, segnali di ripresa dei consumi interni -ha precisato- si notano sul finire dello scorso anno, l'inflazione inizia a far registrare decimali con il segno positivo e cominciano a venire in evidenza i primi risultati sul fronte della cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali".

"La Corte intende attivare ogni utile strumento di valutazione, anche in corso d'opera - ha riferito il presidente - cioe' nel presente anno e in quelli immediatamente seguenti; cio' allo scopo di consentire al legislatore di cogliere quanto di atteso va attenuandosi, quanto di critico va corretto, quanto di eventualmente inefficace va rimosso. Il monitoraggio da' corpo al principio di effettivita'".

La magistratura contabile lancia poi l'allarme sul rischio dispersione dei fondi strutturali dell'Unione europea, fenomeno che appare più diffuso nel Mezzogiorno. Martucci ha puntato il dito contro "la ancora insufficiente capacità di spendita delle risorse comunitarie con conseguente perdita di tali fondi se non riutilizzati". Tale fenomeno "più presente nel Mezzogiorno, ma anche il altre regioni, appare in stridente contrasto con le difficoltà economiche che il Paese affronta, specialmente per gli investimenti pubblici", ha aggiunto. Dati alla mano, il presidente della magistratura contabile ha ricordato che "l'utilizzo dei fondi strutturali per il settennio 2007-2013" ha registrato "una percentuale di questi ultimi di poco superiore all'80%".

Altro punto dolente "sono le frodi comunitarie dovute, in più dell'80% dei casi, nel 2015, ad un uso scorretto dei fondi strutturali. All'interno della ripartizione oltre la metà ricade sulle amministrazioni regionali, in massima parte del Sud"

La situazione è drammatica, manca personale. La situazione della Corte dei Conti è "drammatica" a causa dell'assenza di personale. Ad accendere i riflettori sulla mancanza di organico è il presidente della magistratura contabile, Arturo Martucci di Scarfizzi, inaugurando l'anno giudiziario. "Più che percentuali - ha avvertito - forse sono i numeri che rendono più chiara tale situazione: l'organicio completo magistruale comprende 611 unità; allo stato, siamo 381 unità".

Per Martucci "non è pensabile che il nuovo concorso in procinto di bando possa risolvere questo problema, sia per il numero dei posti che per i tempi necessari alla conclusione. Nelle more, è prevedibile che la situazione non migliorerà; anzi, nel corso del 2017 vi saranno ulteriori collocamenti a riposo".

Fonte: www.italiaoggi.it/La Corte dei Conti: la Ue non può non tener conto della potenziale continuità degli eventi sismici - News - Italiaoggi

Ultras assolto, ma il DASPO non viene revocato

L’assoluzione dell’ultras dal reato contestato non comporta l’automatica modifica o revoca degli effetti del DASPO, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, misura prevista dalla legge italiana al fine di contrastare il fenomeno della violenza negli stadi o palazzetti di qualunque disciplina sportiva. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5623/17 depositata il 7 febbraio.
Il caso. Un ultras dell’Atalanta Bergamasca Calcio veniva sottoposto a DASPO per fatti illeciti commessi a Londra, durante una partita amichevole e ricorreva per l’annullamento dell’ordinanza. Il tifoso sosteneva l’illegittimità del prolungamento degli effetti di un precedente DASPO, di cui quello in esame doveva essere considerato come un «aggravamento», in quanto era stato assolto dal reato per il quale il primo provvedimento fu emesso.
La mancanza di automatismo. La Corte di Cassazione, dopo aver precisato che egli non era stato assolto, bensì il reato era semplicemente caduto in prescrizione, spiega il legame intercorrente tra i reati e il relativo DASPO: nel caso in cui vengano meno o siano mutate le condizioni che abbiano portato all’emissione del provvedimento, è possibile ottenerne la modifica o revoca «che ben può essere sollecitata dallo stesso interessato, ma mai determinandone l’automatica decadenza». Fino a quando cioè il provvedimento impositivo del DASPO non viene revocato, esso esplica interamente i suoi effetti.
Per questi motivi, il ricorso viene dichiarato inammissibile.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Ultras assolto, ma il DASPO non viene revocato - La Stampa

venerdì 10 febbraio 2017

Anche l'ex marito ha diritto al mantenimento dopo il naufragio delle nozze

A esplicitarlo è la Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 26 ottobre 2016 - 10 gennaio 2017, n. 275; la predetta pronuncia, nel richiamare l’art. 5 della Legge Divorzio (Legge 1° dicembre 1970, n. 898), precisa che tale tipo di supporto economico periodico può essere disposto anche in favore dell’ex marito, qualora costui  “non abbia redditi adeguati e non sia in grado di procurarseli per ragioni oggettive”.
Con la prefata statuizione, la Suprema Corte tiene a precisare che totalmente irrilevante sul punto, è la durata del matrimonio, che nel caso di specie era sopravvissuto a due soli inverni.
Invero, errava il Giudice di prime cure, così come la Corte di merito, nel ritenere la scarna durata delle nozze fatto idoneo ad elidere il diritto al mantenimento dell’ex consorte.
Invero, specifica la Sentenza, il dato temporale della durata del rapporto di coniugio acquista rilievo solo in relazione alla quantificazione dell’assegno stesso, e non al diritto alla sua corresponsione.
Ovviamente, corre l’obbligo di precisare che il vaglio della richiesta segue, come d’abitudine, il criterio dell’accertamento dell’inadeguatezza dei redditi dell’ex marito.
Pare dunque opportuno riflettere a lungo prima di sposare un… bello ma povero!

Fonte: www.altalex.com/Anche l'ex marito ha diritto al mantenimento dopo il naufragio delle nozze | Altalex