Se la mancanza di liquidità non deriva da operazioni deficitarie commesse dal manager, non può essere condannato l’imprenditore che sceglie di adeguare l’azienda alle norme antinfortunistiche e di non pagare l’IVA. A dirlo sono i giudici della Cassazione, nella sentenza 40352/15, che hanno esaminato il caso di un contribuente rappresentate legale di una società che non aveva versato l’imposta sul valore aggiunto.
Per i Giudici di appello, il mancato versamento dell’IVA era un fattore rilevante, e non valeva il fatto che le somme erano state destinate all’adeguamento dell’azienda. Il mancato versamento dell’imposta, in una situazione di crisi, era un tentativo di salvare l’azienda, scegliendo di adeguare gli impianti alle norme. Così, i Giudici hanno potuto ricordare come “in tema di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, la giurisprudenza di legittimità ha ormai affermato il principio che la crisi di liquidità del debitore può essere rilevante per escludere la colpevolezza, se venga dimostrato che il soggetto tenuto al pagamento aveva adottato tutte le iniziative per provvedere alla corresponsione del tributo”.
Insomma, si ripete l’affermazione più volte rimarcata dai giudici, ossia che il debitore dimostri di aver posto in essere ogni possibile azione per evitare il mancato versamento dell’imposta, anche intervenendo sfavorevolmente sul proprio patrimonio personale.
Ora, la situazione nella quale si era trovato il contribuente era compresa tra due fuochi: da una parte, rinnovare l’impiantistica per poter continuare l’attività aziendale e non pagare l’imposta; dall’altra, effettuare il versamento e rischiare la chiusura dell’azienda. La via scelta dal contribuente era già parsa obbligata ai giudici di primo grado, che avevano provveduto alla sua assoluzione. La Comnmissione tributaria regionale si era limitata a ribaltare il giudizio assolutorio “affermando la vincolatività e la rilevanza dell’obbligo di accantonamento delle somme”, senza chiarire le ragioni che l’avevano portata a ritenere tali adempimenti possibili ed esigibili, nel contesto della situazione aziendale di profonda crisi. Ecco perché il ricorso del contribuente è stato accolto, e la sentenza di appello cancellata.
Fonte: www.fiscopiu.it/Non paga l’IVA per adeguare l’azienda: la Cassazione lo assolve - La Stampa
Blog di attualità e informazione giuridica - Lo Studio Legale Mancino ha sede in Ferrara, Via J. F. Kennedy, 15 - L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione
martedì 13 ottobre 2015
Non paga l’IVA per adeguare l’azienda: la Cassazione lo assolve
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
Non condivide le scelte sentimentali della figlia e la "trattiene" in un capannone: condannato
Scontro totale in famiglia. Il padre non condivide le scelte sentimentali della figlia (la decisione di quest’ultima di sposare l’uomo che ama) e per farla ritornare sulle proprie scelte la sottopone a pressioni psicologiche, insulti, vessazioni. L'uomo, però, arriva a rinchiudere la ragazza in un capannone e scatta la condanna per sequestro di persona (Cassazione, sentenza 39197/15).
Linea di pensiero comune tra tribunale e corte d’appello: l’uomo è ritenuto responsabile – grazie al resoconto di un carabiniere – di «sequestro di persona». Egli, in sostanza, ha rinchiuso «la figlia all’interno di un capannone». Alla base di questo folle gesto, il fatto che l’uomo non ha condiviso le scelte sentimentali della ragazza, scelte «ritenute non conformi ai voleri familiari».
Secondo l’uomo, però, tale visione è sbagliata. Per due ragioni: primo, «la scelta di vivere all’interno del capannone è da attribuire alla volontà» della figlia, la quale ha detto «di avere scelto di vivere nel capannone, d’accordo con il padre, per allontanarsi dalla madre»; secondo, «era possibile, dall’interno, aprire la porta ed uscire dal capannone, la cui porta», sostiene l’uomo, veniva chiusa dall’esterno «solo perché dall’interno non si poteva chiudere, essendo rotta la serratura», e, non a caso, aggiunge ancora l’uomo, la sua «volontà di non segregare la figlia» si desume anche dalla «circostanza» che egli «era solito gettarle le chiavi all’interno».
La difesa proposta in Cassazione, però, si rivela fragile. Mentre è solidissima la ricostruzione proposta dal carabiniere, il quale ha spiegato di avere verificato «personalmente che la porta, una volta chiusa, non poteva essere aperta dall’interno», cosa che impediva alla ragazza «ogni possibilità di uscita», e ha aggiunto che «la ragazza piangeva, urlava, chiedendo di uscire», cosa avvenuta solo all’«arrivo del padre, dotato delle chiavi» dopo ben quarantacinque minuti.
Per la Cassazione, proprio le condizioni psichiche della ragazza, constatate dal carabiniere, rendono «palese la volontà della persona di recuperare la propria libertà di movimento». E, allo stesso tempo, è rilevante anche il particolare della «inidoneità del capannone ad essere adibito ad abitazione». Tutto ciò smentisce, in maniera clamorosa, la tesi del genitore, finalizzata a sostenere il «consenso prestato dalla figlia ad essere rinchiusa nel capannone», da cui, invece, «poteva uscire solo per volontà» dell’uomo.
Peraltro, aggiungono i Giudici, «anche si volesse dare credito» all’ipotesi del «consenso della persona offesa ad essere rinchiusa, non sarebbe sufficiente ad escludere la configurabilità del delitto di sequestro di persona», soprattutto perché il presunto «consenso» non risulta «liberamente presto o mantenuto», poiché frutto di un «contesto vessatorio». Su quest’ultimo fronte, difatti, sono emersi ripetuti comportamenti dell’uomo, volti ad «esercitare una indebita pressione psicologica nei confronti della figlia» e realizzati «insultandola, sottraendole il permesso di soggiorno ed il passaporto». E' dunque logica la conferma della condanna dell’uomo per il reato di «sequestro di persona».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Non condivide le scelte sentimentali della figlia e la "trattiene" in un capannone: condannato - La Stampa
Linea di pensiero comune tra tribunale e corte d’appello: l’uomo è ritenuto responsabile – grazie al resoconto di un carabiniere – di «sequestro di persona». Egli, in sostanza, ha rinchiuso «la figlia all’interno di un capannone». Alla base di questo folle gesto, il fatto che l’uomo non ha condiviso le scelte sentimentali della ragazza, scelte «ritenute non conformi ai voleri familiari».
Secondo l’uomo, però, tale visione è sbagliata. Per due ragioni: primo, «la scelta di vivere all’interno del capannone è da attribuire alla volontà» della figlia, la quale ha detto «di avere scelto di vivere nel capannone, d’accordo con il padre, per allontanarsi dalla madre»; secondo, «era possibile, dall’interno, aprire la porta ed uscire dal capannone, la cui porta», sostiene l’uomo, veniva chiusa dall’esterno «solo perché dall’interno non si poteva chiudere, essendo rotta la serratura», e, non a caso, aggiunge ancora l’uomo, la sua «volontà di non segregare la figlia» si desume anche dalla «circostanza» che egli «era solito gettarle le chiavi all’interno».
La difesa proposta in Cassazione, però, si rivela fragile. Mentre è solidissima la ricostruzione proposta dal carabiniere, il quale ha spiegato di avere verificato «personalmente che la porta, una volta chiusa, non poteva essere aperta dall’interno», cosa che impediva alla ragazza «ogni possibilità di uscita», e ha aggiunto che «la ragazza piangeva, urlava, chiedendo di uscire», cosa avvenuta solo all’«arrivo del padre, dotato delle chiavi» dopo ben quarantacinque minuti.
Per la Cassazione, proprio le condizioni psichiche della ragazza, constatate dal carabiniere, rendono «palese la volontà della persona di recuperare la propria libertà di movimento». E, allo stesso tempo, è rilevante anche il particolare della «inidoneità del capannone ad essere adibito ad abitazione». Tutto ciò smentisce, in maniera clamorosa, la tesi del genitore, finalizzata a sostenere il «consenso prestato dalla figlia ad essere rinchiusa nel capannone», da cui, invece, «poteva uscire solo per volontà» dell’uomo.
Peraltro, aggiungono i Giudici, «anche si volesse dare credito» all’ipotesi del «consenso della persona offesa ad essere rinchiusa, non sarebbe sufficiente ad escludere la configurabilità del delitto di sequestro di persona», soprattutto perché il presunto «consenso» non risulta «liberamente presto o mantenuto», poiché frutto di un «contesto vessatorio». Su quest’ultimo fronte, difatti, sono emersi ripetuti comportamenti dell’uomo, volti ad «esercitare una indebita pressione psicologica nei confronti della figlia» e realizzati «insultandola, sottraendole il permesso di soggiorno ed il passaporto». E' dunque logica la conferma della condanna dell’uomo per il reato di «sequestro di persona».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Non condivide le scelte sentimentali della figlia e la "trattiene" in un capannone: condannato - La Stampa
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
“Ha un carattere dispotico”: l'accusa non basta per addebitare la separazione alla moglie
Un uomo afferma che la moglie ha un “carattere dispotico e mortificante”. Si tratta di lamentele "a scoppio ritardato", quando le strade stanno per dividersi. Ciò non può bastare per addebitare alla donna l’implosione della coppia. Lui, però, grazie alla sua nuova famiglia – con tanto di figlio – vede messo in discussione l’assegno a favore della donna (Cassazione, ordinanza 19194/15).
"Pari e patta", secondo i giudici di merito, tra i coniugi, almeno sul fronte dell’«addebito della separazione». A nessuno dei due è attribuibile, difatti, la rottura. La pronuncia è sfavorevole al marito, invece, per quanto concerne il lato economico: egli deve versare alla moglie «un assegno mensile di mantenimento da 500 euro».
Non è più in discussione, ormai, la responsabilità per la crisi della coppia. E' accantonato, definitivamente, il pensiero dell’uomo, il quale aveva più volte ripetuto che «la separazione è addebitabile alla donna», al cui «carattere dispotico e mortificante è da imputare», a dire dell’uomo, il «fallimento della vita coniugale». Su questo punto, difatti, è messo in discussione, dai giudici della Cassazione, l'ammontare dell’assegno a favore della donna. Ciò alla luce di un elemento non trascurabile, ossia il fatto che l’uomo abbia formato una «nuova famiglia, con la nascita di un figlio». La circostanza non può essere ignorata, e, assieme ad «altri criteri legali e giurisprudenziali», dovrà essere valutata dai giudici d’appello per la «determinazione dell’assegno di mantenimento».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /“Ha un carattere dispotico”: l'accusa non basta per addebitare la separazione alla moglie - La Stampa
"Pari e patta", secondo i giudici di merito, tra i coniugi, almeno sul fronte dell’«addebito della separazione». A nessuno dei due è attribuibile, difatti, la rottura. La pronuncia è sfavorevole al marito, invece, per quanto concerne il lato economico: egli deve versare alla moglie «un assegno mensile di mantenimento da 500 euro».
Non è più in discussione, ormai, la responsabilità per la crisi della coppia. E' accantonato, definitivamente, il pensiero dell’uomo, il quale aveva più volte ripetuto che «la separazione è addebitabile alla donna», al cui «carattere dispotico e mortificante è da imputare», a dire dell’uomo, il «fallimento della vita coniugale». Su questo punto, difatti, è messo in discussione, dai giudici della Cassazione, l'ammontare dell’assegno a favore della donna. Ciò alla luce di un elemento non trascurabile, ossia il fatto che l’uomo abbia formato una «nuova famiglia, con la nascita di un figlio». La circostanza non può essere ignorata, e, assieme ad «altri criteri legali e giurisprudenziali», dovrà essere valutata dai giudici d’appello per la «determinazione dell’assegno di mantenimento».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /“Ha un carattere dispotico”: l'accusa non basta per addebitare la separazione alla moglie - La Stampa
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
domenica 11 ottobre 2015
#PosteItaliane alza le tariffe: quanto costa spedire lettere e pacchi
Le nuove tariffe per le spedizioni nazionali e internazionali – sino a 2 chili – sono una delle novità introdotte da Poste Italiane e in vigore dal primo ottobre. Tra queste il ritorno del servizio di posta ordinaria, scomparso ormai dal lontano 2006, che prevede tempi di consegna più lunghi e tariffe più basse rispetto alla nuova posta prioritaria, ma non del tutto rispetto alla vecchia. Altra novità rilevante, e discussa, la consegna della posta a giorni alterni, per ora limitata ad alcuni piccoli comuni del nord Italia.
Posta prioritaria. Scegliendo questa tipologia di spedizione, gli aumenti di prezzo rispetto alla vecchia tariffa riguardano lettere e plichi fino a 350 grammi di peso: da un minimo di 0,40 a un massimo di 2,85 euro in più se la destinazione è l'Italia e da un minimo di 0,10 a un massimo di 2,55 euro verso l'estero. La cartolina dalla spiaggia o dalla città d'arte passa quindi da 0,80 a 2,80 euro se spedita ai parenti rimasti a casa e da 0,95 a 3,50 euro se la si vuole mandare a un amico che vive in uno Stato europeo. Per le spedizioni nazionali tra i 350 grammi e i 2 chili, invece, si risparmia dai 0,45 ai 2,65 euro, mentre per quelle internazionali il prezzo è rimasto lo stesso in vigore fino al 30 settembre.
Posta1. È il nuovo nome della posta prioritaria nazionale. La consegna viene effettuata in un giorno lavorativo nell'80 per cento dei casi e in quattro giorni lavorativi nel 98 per cento, sempre senza contare il giorno di accettazione. Nei Comuni in cui la consegna della posta avviene a giorni alterni, l'80 per cento delle lettere dovrebbe arrivare tra uno e tre giorni.
Postapriority internazionale. È la posta prioritaria internazionale. Le tariffe sono molto diverse a seconda del peso, delle dimensioni e soprattutto del Paese di destinazione e variano da 3,50 fino a 34 euro. Anche i tempi di consegna dipendono dalla distanza: escludendo il sabato, i festivi e il giorno di spedizione, nell'85 per cento dei casi la corrispondenza arriva in Europa in tre giorni lavorativi; nei Paesi del bacino del Mediterraneo in quattro/cinque giorni; nei Paesi del nord America in cinque/sei giorni; nei Paesi del resto delle Americhe, in Asia e in Oceania in sette/otto giorni; negli altri Paesi dell'Africa in otto/nove giorni.
Un'altra novità che riguarda la posta prioritaria è quella di poter sapere quando arriva a destinazione, nel caso di spedizioni in Italia, e al centro di scambio internazionale, per le spedizioni estere. Basta applicare un'etichetta adesiva con un codice che, inserito poi nell'apposto spazio nella pagina web delle Poste 'Cerca spedizioni' o nell'app 'Ufficio Postale', permette di tracciare la lettera. Questa etichetta viene data insieme al francobollo ed è compresa nel prezzo di spedizione. Il servizio ha però uno scopo solo informativo e la comunicazione di avvenuta consegna non vale a fini legali, così come avviene invece per le raccomandate.
Posta ordinaria. Qui gli aumenti – da 0,15 a 0,70 euro – riguardano soltanto le spedizioni nazionali con peso fino a 350 grammi e quelle internazionali – per 0,05 euro – con peso fino a 20 grammi e destinazione Europa e paesi del bacino del Mediterraneo. In questo caso il prezzo per spedire la famosa cartolina passa da 0,95 a 1 euro per gli Stati compresi in quest'area e da 0,80 a 0,95 per l'Italia. Per tutte le altre spedizioni verso l'estero si risparmia da un minimo di 0,10 a un massimo di 7 euro, mentre per quelle verso l'Italia, con un peso superiore ai 350 grammi e fino a 2 chili, il risparmio varia da 0,55 a 3,20 euro.
Posta4. Si chiama così il nuovo servizio di posta ordinaria nazionale. Le lettere hanno il 90 per cento di probabilità di arrivare entro quattro giorni lavorativi, escluso quello di accettazione, e il 98 per cento di arrivare entro sei giorni.
Postamail internazionale. È la posta ordinaria internazionale. Nell'85 per cento dei casi la consegna avviene in otto giorni lavorativi in Europa, in 12 giorni nei Paesi del bacino del Mediterraneo, in 16 giorni in nord America e in Oceania e in 22 giorni nel resto del mondo. Di nuovo nel conteggio dei giorni non devono essere considerati i sabati, i festivi e il giorno di spedizione. La tariffa oscilla da 1 euro a 27 euro in base a peso, dimensioni e destinazione.
Posta online. È un servizio per spedire spedire documenti in formato elettronico. Basta registrarsi (o fare l'accesso se lo si è già) al sito poste.it, dalla Home page cliccare su 'Servizi postali', poi 'Spedire online' e scegliere 'Posta4' nel menù a sinistra. A questo punto è possibile scrivere la lettera che si vuole spedire nell'apposito spazio (massimo due pagine), oppure allegare uno o più file salvati nel proprio pc (non più di 18 fogli per un massimo di 3Mb), oppure ancora fare entrambe le cose.
Si può scegliere la stampa fronte/retro, a colori o in bianco e nero. Dopo aver compilato tutti i campi richiesti si può procedere alla spedizione: sarà Poste italiane a stampare, imbustare e consegnare tutto al destinatario (o i destinatari: se ne possono indicare fino a 200 con una sola operazione), sia in Italia che all'estero.
Si può pagare con carta di credito, Postepay o addebito sul conto Banco Posta. Il prezzo è estremamente variabile perché dipende dal numero di pagine, dalle opzioni stampa richieste e dal Paese di destinazione.
La posta a giorni alterni. La fine della consegna quotidiana della posta è una delle novità più contestate tra quelle introdotte. In alcuni piccoli comuni la corrispondenza dovrebbe essere d'ora in poi recapitata a giorni alterni su base bisettimanale (lunedì, mercoledì, venerdì, e poi martedì e giovedì). In questa prima fase il cambiamento dovrebbe riguardare 256 comuni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto. Da Poste Italiane fanno sapere che questa decisione non avrà impatti sulla consegna della posta ordinaria, mentre quella prioritaria potrebbe essere consegnata in tre giorni invece che in uno. Non è però dello stesso parere Federconsumatori, secondo la quale questa decisione creerà un ulteriore ritardo nella consegna della posta.
Nuovi francobolli. Dal primo ottobre c'è una novità anche per i francobolli. Oltre a quelli tradizionali ne sono stati introdotti di nuovi che, al posto del valore in euro, hanno delle lettere alle quali corrisponde una tariffa specifica. Per esempio il francobollo con la lettera A vale 2,80 euro e può essere usato per le spedizioni nazionali mentre quelli per gli invii all'estero riportano la scritta “A Zona 1”, “A zona 2” oppure “A zona 3” e valgono rispettivamente 3,50, 4,50 e 5,50 euro.
Reclami. Da non dimenticare che in caso di consegna tardiva della posta è sempre possibile presentare un reclamo entro date ben precise. Per la posta ordinaria deve essere presentato tra il decimo giorno lavorativo successivo alla data di spedizione ed entro i 3 mesi per le spedizioni nazionali; tra il quindicesimo e i sei mesi per le spedizioni in Europa e tra il trentesimo giorno e i sei mesi per quelle nel resto nel mondo. Per la posta prioritaria, dal sesto giorno a tre mesi per l'Italia; dal decimo giorno a sei mesi per l'Europa e dal ventesimo giorno a sei mesi per il resto del mondo.
Fonte: www.kataweb.it/B.Lutzu//Poste Italiane alza le tariffe: quanto costa spedire lettere e pacchi - Consumi - Kataweb - Soluzioni quotidiane
Posta prioritaria. Scegliendo questa tipologia di spedizione, gli aumenti di prezzo rispetto alla vecchia tariffa riguardano lettere e plichi fino a 350 grammi di peso: da un minimo di 0,40 a un massimo di 2,85 euro in più se la destinazione è l'Italia e da un minimo di 0,10 a un massimo di 2,55 euro verso l'estero. La cartolina dalla spiaggia o dalla città d'arte passa quindi da 0,80 a 2,80 euro se spedita ai parenti rimasti a casa e da 0,95 a 3,50 euro se la si vuole mandare a un amico che vive in uno Stato europeo. Per le spedizioni nazionali tra i 350 grammi e i 2 chili, invece, si risparmia dai 0,45 ai 2,65 euro, mentre per quelle internazionali il prezzo è rimasto lo stesso in vigore fino al 30 settembre.
Posta1. È il nuovo nome della posta prioritaria nazionale. La consegna viene effettuata in un giorno lavorativo nell'80 per cento dei casi e in quattro giorni lavorativi nel 98 per cento, sempre senza contare il giorno di accettazione. Nei Comuni in cui la consegna della posta avviene a giorni alterni, l'80 per cento delle lettere dovrebbe arrivare tra uno e tre giorni.
Postapriority internazionale. È la posta prioritaria internazionale. Le tariffe sono molto diverse a seconda del peso, delle dimensioni e soprattutto del Paese di destinazione e variano da 3,50 fino a 34 euro. Anche i tempi di consegna dipendono dalla distanza: escludendo il sabato, i festivi e il giorno di spedizione, nell'85 per cento dei casi la corrispondenza arriva in Europa in tre giorni lavorativi; nei Paesi del bacino del Mediterraneo in quattro/cinque giorni; nei Paesi del nord America in cinque/sei giorni; nei Paesi del resto delle Americhe, in Asia e in Oceania in sette/otto giorni; negli altri Paesi dell'Africa in otto/nove giorni.
Un'altra novità che riguarda la posta prioritaria è quella di poter sapere quando arriva a destinazione, nel caso di spedizioni in Italia, e al centro di scambio internazionale, per le spedizioni estere. Basta applicare un'etichetta adesiva con un codice che, inserito poi nell'apposto spazio nella pagina web delle Poste 'Cerca spedizioni' o nell'app 'Ufficio Postale', permette di tracciare la lettera. Questa etichetta viene data insieme al francobollo ed è compresa nel prezzo di spedizione. Il servizio ha però uno scopo solo informativo e la comunicazione di avvenuta consegna non vale a fini legali, così come avviene invece per le raccomandate.
Posta ordinaria. Qui gli aumenti – da 0,15 a 0,70 euro – riguardano soltanto le spedizioni nazionali con peso fino a 350 grammi e quelle internazionali – per 0,05 euro – con peso fino a 20 grammi e destinazione Europa e paesi del bacino del Mediterraneo. In questo caso il prezzo per spedire la famosa cartolina passa da 0,95 a 1 euro per gli Stati compresi in quest'area e da 0,80 a 0,95 per l'Italia. Per tutte le altre spedizioni verso l'estero si risparmia da un minimo di 0,10 a un massimo di 7 euro, mentre per quelle verso l'Italia, con un peso superiore ai 350 grammi e fino a 2 chili, il risparmio varia da 0,55 a 3,20 euro.
Posta4. Si chiama così il nuovo servizio di posta ordinaria nazionale. Le lettere hanno il 90 per cento di probabilità di arrivare entro quattro giorni lavorativi, escluso quello di accettazione, e il 98 per cento di arrivare entro sei giorni.
Postamail internazionale. È la posta ordinaria internazionale. Nell'85 per cento dei casi la consegna avviene in otto giorni lavorativi in Europa, in 12 giorni nei Paesi del bacino del Mediterraneo, in 16 giorni in nord America e in Oceania e in 22 giorni nel resto del mondo. Di nuovo nel conteggio dei giorni non devono essere considerati i sabati, i festivi e il giorno di spedizione. La tariffa oscilla da 1 euro a 27 euro in base a peso, dimensioni e destinazione.
Posta online. È un servizio per spedire spedire documenti in formato elettronico. Basta registrarsi (o fare l'accesso se lo si è già) al sito poste.it, dalla Home page cliccare su 'Servizi postali', poi 'Spedire online' e scegliere 'Posta4' nel menù a sinistra. A questo punto è possibile scrivere la lettera che si vuole spedire nell'apposito spazio (massimo due pagine), oppure allegare uno o più file salvati nel proprio pc (non più di 18 fogli per un massimo di 3Mb), oppure ancora fare entrambe le cose.
Si può scegliere la stampa fronte/retro, a colori o in bianco e nero. Dopo aver compilato tutti i campi richiesti si può procedere alla spedizione: sarà Poste italiane a stampare, imbustare e consegnare tutto al destinatario (o i destinatari: se ne possono indicare fino a 200 con una sola operazione), sia in Italia che all'estero.
Si può pagare con carta di credito, Postepay o addebito sul conto Banco Posta. Il prezzo è estremamente variabile perché dipende dal numero di pagine, dalle opzioni stampa richieste e dal Paese di destinazione.
La posta a giorni alterni. La fine della consegna quotidiana della posta è una delle novità più contestate tra quelle introdotte. In alcuni piccoli comuni la corrispondenza dovrebbe essere d'ora in poi recapitata a giorni alterni su base bisettimanale (lunedì, mercoledì, venerdì, e poi martedì e giovedì). In questa prima fase il cambiamento dovrebbe riguardare 256 comuni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto. Da Poste Italiane fanno sapere che questa decisione non avrà impatti sulla consegna della posta ordinaria, mentre quella prioritaria potrebbe essere consegnata in tre giorni invece che in uno. Non è però dello stesso parere Federconsumatori, secondo la quale questa decisione creerà un ulteriore ritardo nella consegna della posta.
Nuovi francobolli. Dal primo ottobre c'è una novità anche per i francobolli. Oltre a quelli tradizionali ne sono stati introdotti di nuovi che, al posto del valore in euro, hanno delle lettere alle quali corrisponde una tariffa specifica. Per esempio il francobollo con la lettera A vale 2,80 euro e può essere usato per le spedizioni nazionali mentre quelli per gli invii all'estero riportano la scritta “A Zona 1”, “A zona 2” oppure “A zona 3” e valgono rispettivamente 3,50, 4,50 e 5,50 euro.
Reclami. Da non dimenticare che in caso di consegna tardiva della posta è sempre possibile presentare un reclamo entro date ben precise. Per la posta ordinaria deve essere presentato tra il decimo giorno lavorativo successivo alla data di spedizione ed entro i 3 mesi per le spedizioni nazionali; tra il quindicesimo e i sei mesi per le spedizioni in Europa e tra il trentesimo giorno e i sei mesi per quelle nel resto nel mondo. Per la posta prioritaria, dal sesto giorno a tre mesi per l'Italia; dal decimo giorno a sei mesi per l'Europa e dal ventesimo giorno a sei mesi per il resto del mondo.
Fonte: www.kataweb.it/B.Lutzu//Poste Italiane alza le tariffe: quanto costa spedire lettere e pacchi - Consumi - Kataweb - Soluzioni quotidiane
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
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