Respinte le proteste di un detenuto rinchiuso in una casa circondariale. Nessun dubbio sulla carenza lamentata, ma per i giudici bastano le docce ad assicurare un adeguato livello di igiene personale.
Solo acqua fredda nel bagno in cella. Legittime le proteste, ma, secondo i giudici, non si può parlare di condizione detentiva degradante. Decisiva la presenza delle docce che con uso quotidiano – e con l’acqua calda – garantiscono un congruo livello di igiene personale (Cassazione, sentenza n. 44866 del 28 settembre 2017).
Igiene personale sufficiente. Riflettori puntati sulla casa circondariale di Sulmona. I malumori di un detenuto sono provocati dallo «spazio in cella» e dalla «mancanza di acqua calda nel bagno». A suo parere si può parlare di «condizione degradante».
Di parere opposto i giudici, che, calcolatrice alla mano, ritengono innanzitutto sufficiente la superficie disponibile in cella.
Resta aperto il fronte della «igiene personale». Ma anche in questo caso i giudici respingono le obiezioni mosse dal detenuto.
In particolare, i magistrati della Cassazione condividono la visione tracciata dal Tribunale di sorveglianza di L’Aquila, laddove si è sostenuto che, nonostante «l’assenza dell’acqua corrente calda nel bagno della camera detentiva», è comunque «assicurato ai detenuti un congruo livello di igiene personale, anche attraverso l’uso quotidiano delle docce, ovviamente con acqua calda, collocate in ciascuna sezione». Di conseguenza, fermo restando che «l’uso dell’acqua corrente calda nel locale bagno annesso a ciascuna camera costituisce elemento del servizio igienico prescritto dall’ordinamento», i giudici ritengono che la mancanza lamentata dall’uomo non è sufficiente a determinare «una condizione detentiva degradante».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it/In cella senza acqua calda: condizioni detentive accettabili - La Stampa
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martedì 3 ottobre 2017
In cella senza acqua calda: condizioni detentive accettabili

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