Danni economici e professionali, da un lato, e clamore mediatico, dall’altro, vanno presi in esame nel calcolo della cifra stanziata per risarcire la persona vittima di una detenzione assolutamente illegittima. Fondate le osservazioni proposte da un imprenditore meridionale, vittima di un clamoroso errore giudiziario. Destinata ad essere aumentata la somma, poco più di 100mila euro, stanziata in Appello come “riparazione per l’ingiusta detenzione”.
Carcere. Ricostruita la originaria vicenda giudiziaria, che ha obbligato l’uomo a trascorrere «77 giorni di custodia in carcere» e «88 giorni di arresti domiciliari». Una volta esclusa completamente ogni responsabilità penale, è logica la sua richiesta di un adeguato ristoro economico per l’«ingiusta detenzione» subita. Positiva la risposta dei giudici, che riconoscono all’uomo oltre 100mila euro.
Nonostante questa cifra, però, l’uomo non si ritiene soddisfatto, sostenendo la «risarcibilità» dei «pregiudizi patrimoniali» subiti in ambito imprenditoriale da lui e dalla moglie e dei danni riportati a causa dello ‘strepitus fori’, cioè la pubblicità negativa frutto del clamore mediatico che ha accompagnato la notizia del suo «arresto».
Ebbene, i magistrati della Cassazione ritengono condivisibili le obiezioni mosse dall’uomo (Cassazione, sentenza n. 53734/2016, depositata il 19 dicembre scorso). Ciò perché «la liquidazione dell’indennizzo per l’ingiusta detenzione» va «svincolata da parametri aritmetici o, comunque, da criteri rigidi» ma si deve invece «basare su una valutazione equitativa che tenga globalmente conto non solo della durata della custodia cautelare, ma anche, e non marginalmente, delle conseguenze personali e familiari scaturite dalla privazione della libertà, comprese le sofferenze morali e la lesione della reputazione». E in effetti, in questa vicenda, emerge «l’evidenza data dai mezzi di comunicazione alla notizia dell’arresto» dell’uomo, molto conosciuto come «imprenditore nel settore del trasporto turistico».
Da rivedere e da aumentare, quindi, la cifra di 100mila euro fissata in Appello come «indennizzo».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Imprenditore arrestato e assolto: risarciti anche danni commerciali e d’immagine - La Stampa
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sabato 24 dicembre 2016
Imprenditore arrestato e assolto: risarciti anche danni commerciali e d’immagine

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