Debilitata fisicamente e in piena fase postoperatoria. A fronte delle precarie condizioni di una straniera – una cittadina peruviana – presente in Italia, per la Corte di Cassazione è incomprensibile e illegittimo il provvedimento di espulsione (ordinanza n. 13252 del 27 giugno 2016).
Operazione. Nonostante la difficile situazione affrontata dalla donna, sottopostasi ad un delicato e complesso «intervento chirurgico», Prefetto e Giudice di pace concordano comunque sulla correttezza del «provvedimento di espulsione» dall’Italia.
In particolare, il magistrato, pur preso atto delle precarie condizioni della donna, evidenzia che ella «non ha chiesto alcun permesso».
Salute. La visione adottata dal Giudice di pace viene ora severamente criticata dai magistrati della Cassazione. Ciò alla luce di una semplice constatazione: «la garanzia del diritto fondamentale alla salute» è prevista anche per «il cittadino straniero che comunque si trovi nel territorio nazionale» e «impedisce l’espulsione» laddove essa, come in questo caso, possa provocare un «irreparabile pregiudizio» alla persona.
I giudici tengono poi a sottolineare che il «diritto alla salute» comprende «non solo le prestazioni di pronto soccorso e di medicina d’urgenza», ma anche «le altre prestazioni essenziali per la vita». E ciò vale a maggior ragione quando ci si trova di fronte, come in questa vicenda, a una persona che ha l’obbligo di osservare «un rigido protocollo postoperatorio conseguente a un intervento chirurgico» resosi necessario «a causa di un tumore».
Appare una forzatura, quindi, la linea di pensiero adottata dal Prefetto e condivisa dal Giudice di pace.
Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Immigrata in Italia, ufficiale l’espulsione: misura illegittima perché la donna è stata operata - La Stampa
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giovedì 30 giugno 2016
Immigrata in Italia, ufficiale l’espulsione: misura illegittima perché la donna è stata operata

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