Fumare marijuana presto potrebbe essere legale, sempre che la proposta di legge presentata da 218 parlamentari passi l’esame di Camera e Senato. Coltivarla - sempre in modiche quantità - anche. Ma se l’Italia già da qualche anno ha imboccato la strada della depenalizzazione - introducendo i criteri di uso personale e modiche quantità - un conto è usare droghe leggere a casa propria, altra cosa è farlo sul posto di lavoro, dove si rischia grosso.
D. F., quarant’anni, operaio addetto all’individuazione dei guasti di macchine ed impianti, è stato licenziato dalla Fiat perché sorpreso a fumare due spinelli in fabbrica. E se il Tribunale di Torino, in un primo momento, l’aveva reintegrato, ritenendo eccessivo l’allontanamento dal lavoro, prima la Corte d’Appello e poi la Cassazione (ieri) hanno ribaltato la pronuncia, confermando la decisione dell’azienda. Il motivo? Il comportamento dell’operaio ha pregiudicato «irrimediabilmente la fiducia del datore di lavoro nella correttezza delle future prestazioni lavorative».
Ne va del rapporto di fiducia tra azienda e dipendente ma anche della qualità del lavoro, sostiene la Cassazione. Di più, secondo il collegio fumare spinelli sul posto di lavoro è un comportamento che può assumere «valore sintomatico rispetto ai futuri comportamenti». Un atto da irresponsabili, insomma, a maggior ragione per chi è addetto al controllo di macchinari e impianti, tale da indurre il datore di lavoro a pensare di non potersi fidare in alcun modo del suo dipendente. Il licenziamento è una conseguenza quasi inevitabile, come dimostra la sentenza della Cassazione.
Fonte: www.lastampa.it//La Cassazione: “Giusto licenziare il lavoratore che fuma spinelli in azienda” - La Stampa
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giovedì 15 ottobre 2015
La Cassazione: “Giusto licenziare il lavoratore che fuma #spinelli in azienda”

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