Dall'Europa arriva un deciso stop alle sorprese in bolletta. La Corte Ue, infatti, ha stabilito che i consumatori di energia elettrica e gas devono essere informati «in tempo utile» di ogni aumento dei prezzi. Non solo, devono conoscerne «i motivi, le condizioni e la portata» in modo da poter recedere ma anche contestarli. La sentenza dei giudici di Lussemburgo, cause riunite C-359/11 e C-400/11 , ha così bocciato la normativa tedesca che non prevedeva alcun obbligo di informazione, violando le direttive sull'energia elettrica e il gas, ed hanno aperto la porta ai risarcimenti, vista l'applicazione retroattiva.
La vicenda - La Corte federale tedesca era stata investita di una causa promossa da due clienti soggetti a tariffa standard, rientranti nell'obbligo generale di approvvigionamento, contro il proprio fornitore per l'aumento delle tariffe considerato «eccessivo» e basato su «clausole illegali».
La normativa tedesca, vigente all'epoca, consentiva ai fornitori di modificare unilateralmente i prezzi dell'elettricità e del gas senza indicare le ragioni e la misura, ma garantendo al contempo che i clienti fossero informati dell'aumento e potessero eventualmente recedere dal contratto.
La motivazione - In risposta alle questioni sollevate della Corte tedesca, i giudici di Lussemburgo statuiscono che la direttiva «energia elettrica» 2003/54 e la «direttiva gas 2003/55» non ammettono una normativa nazionale - quale quella tedesca - che «determina il contenuto dei contratti di fornitura dell'energia elettrica e del gas conclusi con i consumatori nell'ambito dell'obbligo generale di approvvigionamento e consente ai fornitori di modificare la tariffa della fornitura, ma che non garantisce che i consumatori siano informati, in tempo utile prima dell'entrata in vigore di tale modifica».
Infatti, prosegue la sentenza, le due direttive «obbligano gli Stati membri a garantire un elevato livello di tutela dei consumatori» proprio con riguardo alla «trasparenza delle condizioni generali di contratto». Ciò comporta, oltre al diritto di recedere dal contratto (previsto dalle direttive in caso di revisione di prezzo), che i clienti abbiano anche il diritto di «contestare una siffatta revisione». E per poter beneficiare «pienamente ed effettivamente di tali diritti» i clienti devono essere informati «in tempo utile prima dell'entrata in vigore della revisione, circa i motivi, le condizioni e la portata della medesima».
Infine, viene respinta anche la richiesta di limitare quanto più possibile nel tempo la portata della sentenza per mitigarne gli effetti finanziari. Siccome, argomenta la Corte, non è stato dimostrato che rimettere in discussione i rapporti giuridici pregressi «perturberebbe l'intero settore della fornitura dell'energia elettrica e del gas in Germania», l'interpretazione delle direttive 2003/54 e 2003/55 «si applica a tutte le modifiche tariffarie intervenute durante il periodo di vigenza delle direttive». Via libera dunque ai risarcimenti dei consumatori.
fonte: ilsole24ore.com//Energia e gas, aumenti illegittimi se il cliente non è stato informato
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venerdì 24 ottobre 2014
Energia e gas, aumenti illegittimi se il cliente non è stato informato

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