giovedì 2 gennaio 2014

Per la mamma i figli son sempre piccoli, ma per il giudice no

La disposizione che prevede l’attribuzione del godimento della casa familiare tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli è configurabile solo con riguardo ai figli minorenni o non economicamente autosufficienti, altrimenti non c'è alcuna esigenza di speciale protezione. Lo ha affermato la Corte di Cassazione nella sentenza 21334/13.

Il caso

Una donna – pronunciata su domanda del marito la separazione coniugale – si era vista respingere la domanda di addebito della separazione al marito e le richieste di assegno per il mantenimento dei figli conviventi e di assegnazione della casa coniugale. Uno lavora nell’azienda di famiglia, due gestiscono un’attività, l’altra svolge pratica professionale. La Corte d’appello aveva escluso l’addebito della separazione all’uomo in quanto la relazione extraconiugale era iniziata quando il rapporto matrimoniale si era già deteriorato. Inoltre, i giudici avevano osservato che i figli, tutti trentenni, erano indipendenti economicamente, conseguentemente non vi era spazio per il riconoscimento di assegno per il loro mantenimento, a titolo ordinario o straordinario, né per l’assegnazione della causa coniugale alla madre. Contro tale decisione, la donna ha proposto ricorso per cassazione, censurando il rigetto della domanda di assegnazione della casa familiare. Premesso che due figlie, per quanto giudicate economicamente autosufficienti, convivevano con la madre, secondo la ricorrente, l’interesse dei figli giustificherebbe l’assegnazione della casa familiare anche allorché si tratti di figli economicamente autonomi. Lavoratori trentenni non hanno bisogno di “protezione”. Per la Suprema Corte il ricorso è infondato. Infatti, gli Ermellini hanno spiegato che il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli, e che questa previsione di legge ha una ratio di protezione nei confronti di questi ultimi, tutelandone l’interesse a permanere nell’ambiente domestico in cui sono cresciuti. Ma, nel caso di specie, Piazza Cavour non ha rilevato alcuna esigenza di speciale protezione, data la situazione dei singoli figli.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Per la mamma i figli son sempre piccoli, ma per il giudice no

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