giovedì 3 marzo 2016

Codice appalti, via libera del governo: «Stop gare con il massimo ribasso»

Via libera al nuovo Codice degli appalti, con il primario obiettivo della semplificazione della normativa, della trasparenza e della qualità. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il nuovo testo, «una corposa riforma che mira a rendere il sistema lavori pubblici finalmente all'altezza di un grande paese europeo». Il nuovo Codice recepisce il vecchio e tre direttive europee e passa da oltre 600 articoli e 1.500 commi a 217 articoli. Al centro del nuovo testo anche norme sulla qualità del progetto che deve garantire la certezza dell'opera, i suoi tempi e costi.
«Basta alle gare al massimo ribasso, la scelta coniuga prezzo e qualità», ha sottolineato Delrio, illustrando le novità principali del nuovo codice degli appalti. «Il tema delle concessioni per la prima volta è stato normato per legge e si stabilisce che il rischio operativo deve essere in carico al privato che non deve essere in grado di rientrare negli investimenti. Lo Stato non è obbligato al riequilibrio per forza». «Sembra banale - ha aggiunto - ma è una rivoluzione».
Nel codice degli appalti «c'è la scelta di superare la legge obiettivo: basta con le procedure straordinarie, si applica la rivoluzione della normalità», ha sottolinato ancora il ministro. Nel provvedimento «si richiama molto a una buona programmazione, le opere sono scelte sulla base della loro utilità, vengono inserite sulla base degli strumenti di programmazione. È una scelta molto chiara e forte, siamo contenti», sottolinea il ministro delle Infrastrutture.
Altri punti importanti del decreto saranno una forte attenzione alla programmazione degli interventi e alla trasparenza delle gare anche tramite procedure informatiche, la riduzione delle stazioni appaltanti, la semplificazione delle procedure, il nuovo ruolo dell'Anac. Il testo dovrà ora raccogliere i pareri delle Commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, per avere poi il via libero definitivo entro il 18 aprile, termine per recepire le indicazioni di Bruxelles.
Il nuovo codice «rappresenta una piccola rivoluzione copernicana nel sistema degli appalti nel nostro paese», ha detto il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, al convegno 'La gestione del rischio nel settore delle costruzioni' organizzati dal Settore costruzioni Aicq. «Da sola - continua Cantone - una legge non è in grado di risolvere i problemi e anche questa legge non avrà un effetto salvifico ma alcune novità la porta, anche nel provare a evitare uno dei rischi principale degli appalti, il rischio di corruzione».​
Ecco alcuni dei punti principali del codice
CABINA DI REGIA: è l'Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l'applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni.
OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA: nel nuovo testo sarà abbandonato il criterio del massimo ribasso, resterà solo per le gare di importo più basso, in favore dell'offerta economica più vantaggiosa che permette di valutare anche la qualità dell'offerta e le garanzie offerte in termini sociali e ambientali.
PROGETTAZIONE: assume un ruolo fondamentale e si articola in tre livelli: progetto di fattibilità, progetto definitivo e progetto esecutivo. Questo dovrebbe limitare il numero di varianti di progetti e l'aumento di costi e tempi.
RUOLO ANAC: All'Autorità è affidato un ruolo centrale nella riforma con funzioni di controllo, monitoraggio ed anche capacità sanzionatorie nonchè di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi e contratti tipo.
PUNTI CONTROVERSI: nelle bozze del testo sono presenti alcuni punti che preoccupano le parti sociali. I sindacati sono infatti sul piede di guerra per la norma che limita al 20% gli affidamenti in house per le concessioni autostradali, affermando che c'è il rischio di perdere 2 mila posti di lavoro, e hanno indetto uno sciopero per l'11 marzo. Dal punto di vista delle associazioni di categoria invece l'Ance, tramite il presidente Claudio De Albertis, indica come criticità la mancanza di una qualificazione unica tramite Soa obbligatoria per le gare sopra i 150 mila euro e non il milione di euro, il pagamento diretto ai sub-appaltatori e la mancanza di un sistema anti-turbativa per le gare sotto soglia. Per gli ingegneri, per bocca del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea Tomasi, invece «la  entralità del progetto, espressamente valorizzata nella legge di delega, non ha trovato adeguato sviluppo nel codice». Mentre l'Oice, l'associazione delle società di architettura e ingegneria, invita a fare molta attenzione «alla disciplina transitoria che, se applicata male, rischia di bloccare il settore».

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