Le questioni di legittimità costituzionale riguardanti il reclutamento e il favoreggiamento della prostituzione, puniti dalla legge Merlin, sono state dichiarate non fondate. In attesa del deposito della sentenza, l'Ufficio stampa della Corte fa sapere che la Corte, riunita in camera di consiglio, ha deciso negativamente sulle questioni sollevate dalla Corte d'appello di Bari e discusse nell'udienza pubblica del 5 febbraio 2019. Le questioni erano state sollevate con specifico riferimento all'attività di prostituzione liberamente e consapevolmente esercitata dalle cosiddette escort. I giudici baresi sostenevano, in particolare, che la prostituzione è un'espressione della libertà sessuale tutelata dalla Costituzione e che, pertanto, punire chi svolge un'attività di intermediazione tra prostituta e cliente o di favoreggiamento della prostituzione equivarebbe a compromettere l'esercizio tanto della libertà sessuale quanto della libertà di iniziativa economica della prostituta, colpendo condotte di terzi non lesive di alcun bene giuridico.
La Corte costituzionale ha ritenuto che non è in contrasto con la Costituzione la scelta di politica criminale operata con la legge Merlin, quella cioè di configurare la prostituzione come un'attività in sé lecita ma al tempo stesso di punire tutte le condotte di terzi che la agevolino o la sfruttino.
Inoltre, la Corte ha ritenuto che il reato di favoreggiamento della prostituzione non contrasta con il principio di determinatezza e tassatività della fattispecie penale.
fonte: www.ilsole24ore.com
Blog di attualità e informazione giuridica - Lo Studio Legale Mancino ha sede in Ferrara, Via J. F. Kennedy, 15 - L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione
mercoledì 6 marzo 2019
Consulta: prostituzione, reclutamento e favoreggiamento restano reato
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
La difesa è sempre legittima: sì della Camera con 373 voti
Via libera della Camera alla riforma della legittima difesa con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Festeggiano con striscioni Lega e Forza Italia, di nuovo alleati come un tempo. Protestano Pd e sinistra, soffre il M5S che conta 54 assenti al momento del fatidico sì: 29 giustificati dalla “missione”, 25 espressamente dissidenti sono rimasti In Transatlantico per rientrare solo a voto concluso: quasi tutta la sinistra interna che fa capo a Roberto Fico. Tra gli assenti alcuni suoi fedelissimi come Luigi Gallo, Giuseppe Brescia, Sara Cunial, Rina De Lorenzo (autrice di un documento che definiva “incostituzionale” la riforma), Davide Tripiedi, Doriana Sarli. Assente ingiustificata anche Giulia Sarti, ex presidente della commissione Giustizia a rischio espulsione per la rimborsopoli M5S. “Questa è sicuramente una legge della Lega”, svicola Luigi Di Maio. “Io sono leale al contratto anche se non è che ci sia tutto questo entusiasmo nel M5S”. «Non è una questione di cosa c’è scritto nella legge, è il messaggio. Se si comincia a dire che si possono utilizzare di più le armi, questo non è il mio modello di Paese”, spiega il vicepremier. Gli fa eco il capogruppo D’Uva: “Che nessuno si metta in testa che con questa legge ci sarà il Far West. Ci sarà sempre un’indagine e spetterà sempre al giudice valutare la legittimità della difesa”. I leghisti la vedono diversamente: festeggiano in Aula con gli striscioni “La difesa è sempre legittima”, poi selfie e video nel cortile di Montecitorio. Festa anche per Forza Italia in Aula, con i cartelli “Finalmente una cosa di centrodestra”. Fico ha censurato la manifestazione ammonendo gli azzurri: “Si tratta di un inutile e increscioso gesto nei confronti dell’Aula”. I forzisti hanno risposto con il coro: “Silvio, Silvio”.
Il testo attiverà in Senato il 26 marzo, con l’obiettivo di chiudere in pochi giorni. “Ora mancano pochi passi al traguardo finale. Stop ai calvari giudiziari per chi si difende e per chi reagisce ad un’aggressione in stato di turbamento”, gioisce il ministro- avvocato Giulia Bongiorno. La legittima difesa? «Iter che sta andando avanti», il laconico commento del premier Giuseppe Conte. Netto il no del Pd: «Qui non si parla di sicurezza ma di giustizia privata, di esecuzione sul posto. È peggio degli Stati islamici che usano le frustate o il taglio delle mani», attacca Alfredo Bazoli. “Questa legge creerà una lunga e irresponsabile scia di cadaveri e il responsabile di ogni morto in più avrà un nome e un cognome: Matteo Salvini», l’accusa di Carmelo Miceli. “Non mi sembra che sia un problema all’ordine del giorno. Io invito tutti, occupiamoci del lavoro, perché le persone non hanno lavoro e stanno male”, avvisa il neosegretario dem Nicola Zingaretti.
Nel merito, la nuova legge riconosce «sempre» la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa. Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è necessario che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona. Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». Vengono inasprite le pene per violazione di domicilio e furto in appartamento. In particolare, viene innalzata a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione di domicilio. Quanto al furto in abitazione e scippo, si arriva fino a un massimo di sei e sette anni di carcere. Vengono inasprite anche le sanzioni con un massimo di 2.500 euro (attualmente 2000 euro). Infine, vengono aumentati anche gli anni massimi di carcere per la rapina, fino a sette. Chi si è legittimamente difeso non sarà responsabile civilmente. In sostanza, la riforma fa sì che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile. L’ultimo articolo della riforma interviene sul codice di procedura penale affinché «nella formazione dei ruoli di udienza debba essere assicurata priorità anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose».
fonte: www.lastampa.it
Il testo attiverà in Senato il 26 marzo, con l’obiettivo di chiudere in pochi giorni. “Ora mancano pochi passi al traguardo finale. Stop ai calvari giudiziari per chi si difende e per chi reagisce ad un’aggressione in stato di turbamento”, gioisce il ministro- avvocato Giulia Bongiorno. La legittima difesa? «Iter che sta andando avanti», il laconico commento del premier Giuseppe Conte. Netto il no del Pd: «Qui non si parla di sicurezza ma di giustizia privata, di esecuzione sul posto. È peggio degli Stati islamici che usano le frustate o il taglio delle mani», attacca Alfredo Bazoli. “Questa legge creerà una lunga e irresponsabile scia di cadaveri e il responsabile di ogni morto in più avrà un nome e un cognome: Matteo Salvini», l’accusa di Carmelo Miceli. “Non mi sembra che sia un problema all’ordine del giorno. Io invito tutti, occupiamoci del lavoro, perché le persone non hanno lavoro e stanno male”, avvisa il neosegretario dem Nicola Zingaretti.
Nel merito, la nuova legge riconosce «sempre» la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa. Affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è necessario che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona. Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». Vengono inasprite le pene per violazione di domicilio e furto in appartamento. In particolare, viene innalzata a quattro anni la pena massima di carcere per la violazione di domicilio. Quanto al furto in abitazione e scippo, si arriva fino a un massimo di sei e sette anni di carcere. Vengono inasprite anche le sanzioni con un massimo di 2.500 euro (attualmente 2000 euro). Infine, vengono aumentati anche gli anni massimi di carcere per la rapina, fino a sette. Chi si è legittimamente difeso non sarà responsabile civilmente. In sostanza, la riforma fa sì che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile. L’ultimo articolo della riforma interviene sul codice di procedura penale affinché «nella formazione dei ruoli di udienza debba essere assicurata priorità anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose».
fonte: www.lastampa.it
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
Reddito di cittadinanza, da oggi le domande
A partire da oggi, 6 marzo 2019, è possibile presentare le domande del Reddito di cittadinanza presso Uffici Postali, CAF e online sul sito dedicato.
Come fare? La domanda può essere presentata:
– online, sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it, per chi è in possesso di SPID;
– presso gli Uffici Postali;
– presso i Centri di Assistenza Fiscale convenzionati.
Prima di presentare la domanda, sarà indispensabile essere in possesso dell’ISEE, elemento fondamentale per verificare i requisiti di cittadinanza, patrimonio immobiliare e finanziario e reddito dichiarato.
Per essere ammessi al programma a partire dal mese di aprile, il periodo di presentazione delle domande è tra il 6 e il 31 marzo 2019.
Fonte: lavoropiu.info
Come fare? La domanda può essere presentata:
– online, sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it, per chi è in possesso di SPID;
– presso gli Uffici Postali;
– presso i Centri di Assistenza Fiscale convenzionati.
Prima di presentare la domanda, sarà indispensabile essere in possesso dell’ISEE, elemento fondamentale per verificare i requisiti di cittadinanza, patrimonio immobiliare e finanziario e reddito dichiarato.
Per essere ammessi al programma a partire dal mese di aprile, il periodo di presentazione delle domande è tra il 6 e il 31 marzo 2019.
Fonte: lavoropiu.info
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
sabato 2 marzo 2019
La nuova convivenza more uxorio "azzera" il diritto all'assegno divorzile
La Corte di cassazione con una sentenza di ieri, la n. 5974, riafferma l'orientamento più tranchant sulla perdita definitiva dell'assegno divorzile, da parte del coniuge beneficiario che instauri una convivenza more uxorio, cioè stabile. I giudici di legittimità cassano con rinvio la sentenza di merito che aveva, invece, ritenuto mancante - in particolare - la prova della modificazione "in meglio" della condizione economica del coniuge cui veniva versato l'assegno a seguito dell'intervenuto divorzio.
La sentenza - La Cassazione fonda su propri precedenti abbastanza recenti la decisione di accogliere il ricorso dell'ex marito, il quale aveva agito in giudizio per vedersi esonerato per sempre da qualsiasi onere di mantenimento verso la ex moglie, ormai convivente con un altro. Ovviamente è ormai pacifica l'equiparazione tra famiglia di fatto e quella fondata sul matrimonio. Ma la Cassazione sembra dare un rilievo in sé al fatto stesso della creazione di una nuova famiglia come elemento rescindente l'obbligo di versare l'assegno. Una sorta di automatismo. Al contrario, il giudice di merito riteneva che il coniuge onerato dall'obbligo di mantenimento dovesse fornire, non solo la prova della nuova convivenza, ma anche che tale novità avesse influito in melius sulle condizioni economiche dell'ex coniuge. E, ritenendo non raggiunta la prova sul punto, aveva negato la cessazione dell'obbligo di versare mensilmente 250 euro a titolo di assegno divorzile. Dal ricorso si evince che la Corte di appello aveva fondato la propria decisione anche all'esito di indagini tributarie, che l'ex marito nei suoi motivi ora accolti dalla Cassazione sosteneva che invece avrebbero fatto emergere l'avvenuta parificazione dei redditi della propria nuova coppia matrimoniale e quella di fatto dell'ex moglie. Ma questo è un aspetto di merito che verrà ora nuovamente vagliato dal giudice del rinvio, ma solo nel solco delle indicazioni della Cassazione. Il punto è che la sentenza non fa alcun rilievo sulla qualità e la completezza del quadro probatorio emerso nel giudizio di merito. Infatti, la Corte di legittimità afferma de plano che la formazione di una famiglia di fatto è scelta libera e consapevole, compresa l'assunzione del rischio di recidere il rapporto tra i coniugi divorziati escludendo ogni residua solidarietà post matrimoniale. Ed è circostanza - conclude la Cassazione - su cui l'ex coniuge obbligato non può che «confidare» nell'esonero definitivo da ogni obbligo.
Ovviamente se poi la nuova convivenza si recide l'assegno divorzile non ha modo di risorgere a favore dell'ex coniuge che prima ne era beneficiario. Infatti, vale la pena riportare il virgolettato della Cassazione che citando propri precedenti che vanno dal 2015 al 2018 a un certo punto afferma che: «il diritto non entra in uno stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso». Conclude la Cassazione - con un'indicazione precisa al giudice del rinvio - affermando che essendo pacifica l'esistenza di due nuovi nuclei familiari per ognuno degli ex coniugi non si poteva escludere che la convivenza more uxorio del beneficiario di assegno determinasse il venir meno del diritto alla sua corresponsione.
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
Iscriviti a:
Post (Atom)
-
Per la sussistenza del reato di minaccia è necessaria la verifica circa l'effettiva portata intimidatoria della frase profferita. Questo...
-
Ricorre la situazione di abbandono sia in caso di rifiuto ostinato a collaborare con i servizi sociali sia qualora, a prescindere dagli inte...