La principale causa degli incidenti stradali «è la distrazione e l’uso improprio di smartphone e altri dispositivi è la prima causa di distrazione. Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo». A sostenerlo è Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. Oggi la sospensione della patente c’è solo in caso di recidiva e «ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza».
Cosa prevede oggi la legge
Il Codice della strada in vigore prevede multe fino a 647 euro per chi usa un cellulare («apparecchio radiotelefonico» durante la marcia e la sospensione della patente da 1 a 3 mesi solo per chi compia la stessa violazione durante i due anni successivi alla prima multa.
Le nuove regole
La commissione Trasporti della Camera, in queste settimane, sta facendo le audizioni sulle proposte di modifica del Codice della strada, che sono state riunite in un testo unificato. Le nuove norme potrebbero rivoluzionare il codice del 1992 con misure come l’innalzamento dei limiti di velocità a 150 chilometri orari in autostrada, l’aumento delle sanzioni per l’uso del telefono al volante e la possibilità per i ciclisti di circolare contromano in alcune strade urbane.
fonte: www.lastampa.it
Blog di attualità e informazione giuridica - Lo Studio Legale Mancino ha sede in Ferrara, Via J. F. Kennedy, 15 - L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione
giovedì 21 febbraio 2019
La Polstrada: “Via la patente a chi guida usando lo smartphone”
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
Daspo a chi affigge manifesti contro la polizia anche non durante le partite e fuori dagli stadi
Il Daspo amministrativo contro un tifoso può essere emesso anche per uno striscione affisso in prossimità dello stadio e non in concomitanza di una partita di calcio. La Corte di cassazione con la sentenza n. 7648 ha confermato ieri la convalida del Gip di un provvedimento del questore di Roma.
Il caso - Il Daspo era stato emesso a seguito del fermo e dell'identificazione di una persona che aveva affisso in prossimità dello Stadio olimpico, la sera successiva alla disputa di una partita Lazio-Milan, uno striscione di un metro per dieci con su scritto "01.03 Stefano Furlan! Acab Lazio". Acab è notoriamente - dice la Cassazione - l'acronimo dell'espressione inglese All cops are bastard . Dunque per la Cassazione l'accostamento del nome e della data di morte, per mano della polizia, di un tifoso della Triestina con un'espressione fortemente offensiva verso i poliziotti sono sufficienti a integrare un incitamento alla violenza in un dato ambiente sociale.
La difesa - La difesa del tifoso colpito dal Daspo sosteneva, invece, che - al massimo - si poteva intravedere nell'affissione del manifesto un atto denigratorio verso le forze dell'ordine e ciò non è presupposto che legittima l'adozione del provvedimento del questore. Un comportamento che, al di là dell'eventuale rilevanza penale, non integrerebbe la condotta di chi inneggia, incita o induce alla violenza.
Il rischio potenziale - La sentenza smentisce la lamentata assenza dei presupposti per l'adozione del Daspo sotto diversi profili. Ma soprattutto mettendo al centro i comportamenti che costituiscono un volano di violenza e spiegando che sono rilevanti tutti quelli che per la percezione in un dato ambiente ne sono potenzialmente generatori. La potenzialità è la chiave di volta che fa cadere anche tutti gli altri rilievi come quello di trovarsi al di fuori dello stadio e non esserci concomitanza con lo svolgimento dell'evento sportivo. Infatti, spiega la Cassazione che - anche a causa della prassi di solidazi tra tifoserie di diverse squadre - l'atto di evocare un episodio in cui era stato ucciso un tifoso dalle forze dell'ordine mentre cercavano di sedare gli scontri verificatisi in occasione di una partita tra Triestina e Udinese nel 1984 rinnovava quel sodalizio e lo faceva attraverso un attacco diretto contro la Polizia. Ciò che è potenzialmente idoneo a provocare nuovi scontri o azioni dirette di esponenti delle curve contro i poliziotti.
fonte: CassaForense-DatAvvocato
Il caso - Il Daspo era stato emesso a seguito del fermo e dell'identificazione di una persona che aveva affisso in prossimità dello Stadio olimpico, la sera successiva alla disputa di una partita Lazio-Milan, uno striscione di un metro per dieci con su scritto "01.03 Stefano Furlan! Acab Lazio". Acab è notoriamente - dice la Cassazione - l'acronimo dell'espressione inglese All cops are bastard . Dunque per la Cassazione l'accostamento del nome e della data di morte, per mano della polizia, di un tifoso della Triestina con un'espressione fortemente offensiva verso i poliziotti sono sufficienti a integrare un incitamento alla violenza in un dato ambiente sociale.
La difesa - La difesa del tifoso colpito dal Daspo sosteneva, invece, che - al massimo - si poteva intravedere nell'affissione del manifesto un atto denigratorio verso le forze dell'ordine e ciò non è presupposto che legittima l'adozione del provvedimento del questore. Un comportamento che, al di là dell'eventuale rilevanza penale, non integrerebbe la condotta di chi inneggia, incita o induce alla violenza.
Il rischio potenziale - La sentenza smentisce la lamentata assenza dei presupposti per l'adozione del Daspo sotto diversi profili. Ma soprattutto mettendo al centro i comportamenti che costituiscono un volano di violenza e spiegando che sono rilevanti tutti quelli che per la percezione in un dato ambiente ne sono potenzialmente generatori. La potenzialità è la chiave di volta che fa cadere anche tutti gli altri rilievi come quello di trovarsi al di fuori dello stadio e non esserci concomitanza con lo svolgimento dell'evento sportivo. Infatti, spiega la Cassazione che - anche a causa della prassi di solidazi tra tifoserie di diverse squadre - l'atto di evocare un episodio in cui era stato ucciso un tifoso dalle forze dell'ordine mentre cercavano di sedare gli scontri verificatisi in occasione di una partita tra Triestina e Udinese nel 1984 rinnovava quel sodalizio e lo faceva attraverso un attacco diretto contro la Polizia. Ciò che è potenzialmente idoneo a provocare nuovi scontri o azioni dirette di esponenti delle curve contro i poliziotti.
fonte: CassaForense-DatAvvocato
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
mercoledì 20 febbraio 2019
Omicidio stradale, la Consulta: la revoca automatica della patente solo per alcol o droga
Legittimo l’inasprimento delle sanzioni per l’omicidio stradale e le lesioni gravi, ma no alla revoca automatica della patente. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, che spiega che la legge n. 41 del 2016 che ha introdotto il reato di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendone le sanzioni, ha superato l’esame di costituzionalità con riferimento al divieto, per il giudice, di considerare prevalente o equivalente la circostanza attenuante speciale della “responsabilità non esclusiva” dell’imputato (che comporta la diminuzione della pena fino alla metà) rispetto alle aggravanti speciali previste per questi reati, tra cui la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Vale a dire, divieto di bilanciare attenuanti con aggravanti.
La Corte ha però dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 222 del Codice della strada là dove prevede l’automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. In particolare, i giudici costituzionali hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la sanzione meno grave della sospensione della patente. Invoca invece il pugno duro la polizia stradale, che in commissione Trasporti alla Camera ha chiesto di consentire il ritiro della patente già alla prima violazione per chi usa il cellulare alla guida, una delle principali cause di incidenti, e non solo in caso di recidiva come previsto ora.
Una proposta fatta sua dalla vicepresidente della commissione in quota Forza Italia, Deborah Bergamini, e accolta con favore anche dal M5S, che ha presentato pdl di modifica del Codice della strada. La richiesta è di sanzioni amministrative “molto pesanti per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, con decurtazione dei punti e sospensione della patente di guida fino a tre mesi già alla prima violazione e sei se recidivi”, rimarcano Diego De Lorenzis ed Emanuele Scagliusi, vicepresidente e capogruppo pentastellati in commissione Trasporti a Montecitorio e firmatari delle proposte di legge.
fonte: www.lastampa.it
La Corte ha però dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 222 del Codice della strada là dove prevede l’automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. In particolare, i giudici costituzionali hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la sanzione meno grave della sospensione della patente. Invoca invece il pugno duro la polizia stradale, che in commissione Trasporti alla Camera ha chiesto di consentire il ritiro della patente già alla prima violazione per chi usa il cellulare alla guida, una delle principali cause di incidenti, e non solo in caso di recidiva come previsto ora.
Una proposta fatta sua dalla vicepresidente della commissione in quota Forza Italia, Deborah Bergamini, e accolta con favore anche dal M5S, che ha presentato pdl di modifica del Codice della strada. La richiesta è di sanzioni amministrative “molto pesanti per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, con decurtazione dei punti e sospensione della patente di guida fino a tre mesi già alla prima violazione e sei se recidivi”, rimarcano Diego De Lorenzis ed Emanuele Scagliusi, vicepresidente e capogruppo pentastellati in commissione Trasporti a Montecitorio e firmatari delle proposte di legge.
fonte: www.lastampa.it
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
martedì 19 febbraio 2019
In Lombardia arriva il via libera alla sepoltura degli animali d’affezione con i loro proprietari
Con 41 voti favorevoli, 29 voti contrari e un astensione, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge in materia di servizi necroscopici e funerari. Il testo regola numerosi aspetti del periodo post mortem di persone e animali. Tra le materie incluse, la gestione dei feti derivanti dalle interruzioni volontarie di gravidanza, l’introduzione di nuove norme in materia di medicina legale, polizia mortuaria e attività funebre e la possibilità di seppellire gli animali domestici insieme ai propri cari. Il Pdl ha suscitato alcune perplessità da parte dei consiglieri del Movimento Cinquestelle, che hanno espresso voto contrario per la presunta incostituzionalità della legge: «E’ una brutta pagina politica regionale -spiega il consigliere pentastellato Marco Fumagalli- che rappresenta l’epilogo della riforma della sanità di Maroni».
Questa legge «finirà con lo svendere ai privati i nostri servizi di welfare», come ad esempio per «la normativa funeraria, con aperture ai privati in un settore per nulla trasparente». Tuttavia, “in questo panorama desolante un’unica nota positiva è stato il via libera alla tumulazione per gli animali d’affezione con i propri padroni, frutto di un nostro emendamento assorbito dal progetto di legge in commissione”. Si tratta, avverte Fumagalli, di “un provvedimento positivo e di assoluto buonsenso, molto atteso dagli amanti degli animali che potranno condividere con il proprio animale domestico il sonno eterno”.
fonte: www.lastampa.it
Questa legge «finirà con lo svendere ai privati i nostri servizi di welfare», come ad esempio per «la normativa funeraria, con aperture ai privati in un settore per nulla trasparente». Tuttavia, “in questo panorama desolante un’unica nota positiva è stato il via libera alla tumulazione per gli animali d’affezione con i propri padroni, frutto di un nostro emendamento assorbito dal progetto di legge in commissione”. Si tratta, avverte Fumagalli, di “un provvedimento positivo e di assoluto buonsenso, molto atteso dagli amanti degli animali che potranno condividere con il proprio animale domestico il sonno eterno”.
fonte: www.lastampa.it
Lo Studio Legale Mancino si occupa di tutte le fasi dell'assistenza legale in sede penale, sia per la difesa delle persone sottoposte a procedimento, sia per la tutela delle vittime di reato come parti civili. Lo Studio opera anche in tutti gli ambiti del diritto civile, dalla contrattualistica, al diritto di famiglia, separazioni e divorzi, successioni, diritti reali, assicurazioni e responsabilità civile, diritto bancario, nonché nel settore del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. L'Avv. Emiliano Mancino è abilitato alla difesa di fronte alla Corte di Cassazione. E' iscritto alle liste per il patrocinio a spese dello Stato. Lo Studio è a disposizione dei Colleghi che hanno necessità di collaborazione e/o di domiciliazione per tutti gli uffici giudiziari compresi nelle circoscrizioni dei Tribunali di Ferrara e Bologna.
Dal 2018 l’Avv. Emiliano Mancino aderisce al progetto Difesa Legittima Sicura, una rete di professionisti sul territorio nazionale che dà tutela legale a chiunque sia vittima di violenza.
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