Impossibile per le ricorrenti, cittadine extracomunitarie titolari di permesso unico di lavoro, accedere alla procedura telematica per richiedere il premio alla nascita. Il Tribunale di Bergamo, con ordinanza del 30 novembre 2017, ha dichiarato discriminatoria la condotta dell’INPS che ha negato la prestazione alle neo-mamme.
Premio alla nascita. Il premio di natalità (o Bonus mamma domani), introdotto dalla legge di Bilancio dello scorso anno, consiste nell’erogazione in un’unica soluzione di 800€ alla nascita o all’adozione di un minore. È riconosciuto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, alle donne gestanti o alle madri in possesso dei requisiti presi in considerazione per il Bonus bebè (l’assegno di natalità di cui alla legge di Stabilità 2015): cittadine italiane, europee o extracomunitarie con permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo.
Domanda via PEC. Le odierne ricorrenti, atteso che la modulistica on-line non consente di inserire il permesso di soggiorno in loro possesso, hanno presentato la domanda via PEC, ritenuta inammissibile dall’INPS.
Condotta discriminatoria. Una tale lettura, afferma il Tribunale di Bergamo, non solo introduce un requisito non espressamente richiesto dalla normativa, ma contrasta con l’art. 12, Direttiva 2011/98/UE che garantisce “la parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro di soggiorno, in materia di sicurezza sociale, a tutti i cittadini di paesi terzi ‘lavoratori’”. Pertanto, viene ordinato all’INPS di cessare la condotta discriminatoria, nonché di pagare le somme non corrisposte.
Fonte: www.ilgiuslavorista.it/'Bonus mamma' anche alle straniere titolari di permesso unico di lavoro - La Stampa
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martedì 5 dicembre 2017
'Bonus mamma' anche alle straniere titolari di permesso unico di lavoro

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