Carenze croniche, quelle dei genitori. Il padre, in particolare, presenta una personalità caratterizzata da una marcata propensione alla delega e da astratte, irrealistiche prospettive esistenziali. Nessuna possibilità di recupero, quindi. Ecco perché l’adozione è l’unico strumento per tutelare il figlio della coppia (Cassazione, sentenza 23624/15).
Il caso
Nessun dubbio per i giudici d’appello. È necessario salvaguardare il minore, che rischia di essere vittima dell’inadeguatezza dei due genitori. Così viene pronunciata la «adottabilità». Decisive le «risultanze della consulenza tecnica d’ufficio», integrate con le «circostanze fattuali negative relative alle caratteristiche comportamentali» della coppia. Tale quadro ha spinto i giudici a ritenere non percorribili «misure alternative», quali «l’affidamento eterofamiliare o l’adozione di concrete misure di sostegno nei confronti del padre». Proteste inevitabili da parte dei due genitori. Consequenziale il ricorso in Cassazione, finalizzato a mettere in discussione la «adottabilità» del figlio.
Diversi gli elementi richiamati a proprio favore dalla coppia. Lei, ad esempio, si sofferma sul «miglioramento» delle proprie «condizioni di vita», mentre lui richiama la «sofferenza inflitta al bambino con il distacco dai genitori». Ma, assieme, padre e madre contestano soprattutto lo «stato di abbandono» del figlio, condizione ritenuta evidente dai giudici. Tutte le obiezioni mosse dalla coppia, però, si rivelano inutili. Ciò che emerge, secondo i Giudici del Palazzaccio, è innanzitutto la «inidoneità» della coppia, che non ha tratto alcun profitto da «anni di sostegno da parte dei Servizi alla genitorialità».
Decisivi, in questa ottica, alcuni «colloqui» e «un’ampia osservazione dei genitori». E su questo fronte i Giudici tengono a ribadire che «è possibile operare una valutazione delle capacità genitoriali senza bisogno di osservare il concreto rapporto padre-bambino». Evidente, in sostanza, il fatto che le «carenze» dei due genitori siano «irreversibili, non emendabili e non recuperabili in tempi compatibili con le esigenze del minore». Altrettanto chiari i «danni» provocati dalla mancanza di «capacità» nei due adulti di «progettare una vita per il figlio»: significativa, a questo proposito, l’analisi della personalità del padre, caratterizzato da «una marcata propensione alla delega» e da «astratte, irrealistiche prospettive esistenziali». Da confermare, quindi, senza tentennamenti l’«adottabilità» del minore.
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Inadeguatezza cronica di mamma e papà: adottabilità per salvare il figlio - La Stampa
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venerdì 11 dicembre 2015
Inadeguatezza cronica di mamma e papà: adottabilità per salvare il figlio

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