martedì 24 marzo 2015

Tenta di rubare le elemosine, la sorveglianza dall’esterno della chiesa non esclude l’aggravante

La Corte d’appello di Bologna condanna un imputato per il reato di tentato furto aggravato dall’esposizione alla pubblica fede, in quanto ha cercato di rubare le offerte contenute nelle cassette all’interno di un santuario.

La Cassazione (sentenza 9245/15) ricostruisce il caso: dalla finestra dell’abitazione della custode era possibile vedere l’ingresso della chiesa e, quindi, rendersi conto della presenza di quanti vi accedevano, ma non era controllabile quanto avveniva all’interno. Non si poteva, perciò, parlare di una sorveglianza costante sul bene oggetto del furto, cioè il denaro contenuto nella cassetta.

L’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede può essere esclusa da una sorveglianza esercitata sulla cosa solo se questa è oggetto di una diretta e continua custodia da parte del proprietario o di una persona addetta. Inoltre, il fatto era stato compiuto in un luogo di culto aperto ai fedeli. L'aggravante c'è anche se la sorveglianza è saltuaria quando la cosa si trovi in luoghi privati ma aperti al pubblico. La Cassazione rigetta il ricorso.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Tenta di rubare le elemosine, la sorveglianza dall’esterno della chiesa non esclude l’aggravante - La Stampa

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