venerdì 13 settembre 2013

Abbandoni temporanei? Segnali chiari: madre immatura, figlio in adozione

Nessun dubbio sulla qualificazione dei comportamenti tenuti da una madre, che, in tre diverse occasioni, si è allontanata temporaneamente dal figlio. Ma ciò che emerge, anche da questi episodi, è la immaturità della donna e l’incapacità di sostenere progetti di vita. Per garantire lo sviluppo del minore unica soluzione è l’adozione.

Il caso
Rapporto affettivo indiscutibile tra madre e figlio, ma ciò può anche non bastare per evitare la strada dell’adozione. Decisivi, difatti, sono i black-out della donna, capace di abbandonare per ben tre volte, seppur momentaneamente, il minore (Cassazione, sentenza 10721/13). Fondamentale è tutelare lo «svolgimento armonico e compiuto della personalità» del minore. E proprio a questo principio si richiamano i giudici, sia in Tribunale che in Corte d’Appello, per legittimare la dichiarazione di adottabilità di un minore, dichiarazione ovviamente contestata dalla madre del ragazzo. Ciò che salta agli occhi, in questa vicenda, ad avviso dei giudici, è il comportamento tenuto dalla donna, accusata di aver lasciato solo, a più riprese, il figlio.  Inevitabile, sempre per i giudici, il richiamo alle ipotesi della «situazione di abbandono» e della carenza di «assistenza morale e materiale», e, soprattutto, inevitabile la contestazione della «violazione degli obblighi genitoriali nei confronti dei figli». Secondo la donna, però, il provvedimento adottato è eccessivo. Perché, afferma, non si è trattato di «abbandoni» ma di semplici «allontanamenti temporanei». Questa ottica, però, viene ritenuta non condivisibile dai giudici della Cassazione, i quali mostrano di apprezzare (e far proprio) il ragionamento adottato in Corte d’Appello, riconoscendo, cioè, che si è trattato di «allontanamenti temporanei», ma conferendo a questi comportamenti un significato chiaro. Detto in parole povere, è evidente «la totale immaturità, instabilità e conseguente inaffidabilità» della donna nei confronti del minore. Per questo, «pur sussistendo un rapporto affettivo tra madre e figlio», la donna è da valutare come «incapace di assumere progetti di vita», con evidenti ripercussioni sul minore. Di fronte a tale quadro, unica soluzione, chiariscono i giudici della Cassazione, è la adozione. Anche perché unica alternativa «sarebbe stata una continuata permanenza presso ‘case famiglia’, assolutamente nociva per il suo sano sviluppo psico-fisico».

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Abbandoni temporanei? Segnali chiari: madre immatura, figlio in adozione

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