martedì 17 dicembre 2013

Appartamento utilizzato da una prostituta: locazione legittima, nessun addebito al proprietario

Pecunia non olet, sostenevano i latini, e l’antico adagio vale ancor più oggi, in momenti di crisi... Così, ad esempio, avendo a disposizione un appartamento, si può decidere di affittarlo a una donna che pratica ‘il mestiere più antico del mondo’. E se quegli spazi dovessero diventare una sorta di personale ‘casa chiusa’ in sedicesimi? No problem, tutto regolare (Cassazione, sentenza 28133/13). Pomo della discordia è, per la verità, il «sequestro preventivo» dell’immobile dato in affitto dal proprietario a una donna, sequestro motivato colla considerazione che l’uomo era consapevole della ‘attività professionale’ della potenziale affittuaria. Quest’ultima, viene sostenuto in Tribunale, è una prostituta, e quindi il proprietario dell’immobile, attraverso la locazione, ha favorito la «prostituzione», traendone il «vantaggio patrimoniale derivante dalla percezione dei canoni» di affitto. Assolutamente legittima, quindi, la «ordinanza» firmata dal Giudice per le indagini preliminari con cui è stato reso operativo il «sequestro preventivo» dell’immobile. Di parere completamente opposto, invece, i giudici della Cassazione, i quali, difatti, accogliendo il ricorso proposto dall’uomo, ribadiscono che è impensabile parlare di reato quando «il locatore concede in locazione l’immobile a una sola donna, pur consapevole» che ella «sia una prostituta e che eserciterà nella casa, autonomamente e per proprio conto». Questo semplice elemento mette in crisi il castello accusatorio, e conduce, ovviamente, alla messa in discussione dell’ordinanza di sequestro dell’immobile. Su questo punto, in particolare, toccherà nuovamente ai giudici del Tribunale prendere posizione, tenendo però ben presenti le indicazioni arrivate dal Palazzaccio.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Appartamento utilizzato da una prostituta: locazione legittima, nessun addebito al proprietario

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