venerdì 18 agosto 2017

Vaccini, bimbi esonerati solo con il certificato

È stato pubblicato il vademecum per le famiglie, le Asl e le scuole della nuova legge sui vaccini obbligatori. Le regole sono quelle del decreto legge approvato a fine luglio ma con alcune precisazioni necessarie per chiarire i dubbi sorti in queste settimane. Il decreto introduce come obbligatorie l’anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, e anti emofilo B (esavalente) che si fanno al terzo mese di vita. Seguono anti morbillo, parotite, rosolia e varicella.
Non tutti i bambini nati dal 2001 al 2017 dovranno farle tutte: per ogni classe di età verranno considerate solo le vaccinazioni previste a suo tempo dal piano vaccinale. L’obbligo vale anche per i richiami.
Chi ha preso una malattia è immunizzato in modo naturale e adempie all’obbligo vaccinale di solito attraverso la somministrazione di vaccini in formulazione monocomponente. Se però questo tipo di prodotti non sono disponibili in commercio, la profilassi sarà completata con vaccini combinati, «che non sono controindicati nei soggetti che hanno già contratto la malattia».
I vaccini possono essere omessi o differiti se c’è un pericolo per la salute dell’individuo, colpito da una malattia cronica o momentanea che rende pericoloso l’utilizzo di quei farmaci. Il pericolo va certificato.
È la Asl ad accertare chi non rispetta l’obbligo di fare la vaccinazione, controllando l’anagrafe sanitaria dove devono confluire anche i dati delle iniezioni fatte da pediatri e medici di famiglia. A quel punto avvia la procedura per fare il recupero della vaccinazione. Il Ministero invita le Regioni a predisporre prima possibile quella procedura dai medici e dai pediatri convenzionati.
Se una Asl accerta che un bambino non è in regola, convoca la famiglia e li invita a vaccinare, consegnando anche materiale informativo. Se i genitori non rispondono, vengono riconvocati con una raccomandata in cui li si invita a un colloquio. Se i genitori non si presentano o comunque dopo aver fatto il colloquio non vaccinano, viene contestato l’inadempimento dell’obbligo vaccinale. A quel punto sarà comminata la sanzione da 100 a 500 euro. La sanzione riguarda tutti gli eventuali vaccini mancanti e non sarà comminata ogni volta all’inizio di ciascun anno scolastico se la violazione resta la stessa. Il Ministero della Salute precisa che se l’inadempienza riguarda un bambino che va al nido o alla materna, scatta il divieto di frequentare.
I genitori che invece hanno già vaccinato i propri figli almeno per quest’anno dovranno portare il certificato di vaccinazione a scuola. Quando la riforma sarà a regime dovrebbe essere compito di Asl e istituzioni inviarsi i dati evitando ai genitori di dover fornire informazioni che le istituzioni dovrebbero già avere in modo autonomo.
Entro il 10 settembre di quest’anno la documentazione va portata a nidi e materne, mentre il 31 ottobre è il termine per le altre scuole. Per chi opterà per l’autocertificazione c’è tempo poi fino al 10 marzo per portare i documenti ufficiali. Chi invece deve recuperare delle immunizzazioni dovrà portare almeno la prenotazione alla Asl.
Va presentata la copia del libretto vaccinale vidimato dalla Asl o il certificato vaccinale oppure l’attestazione della Asl che dice che il bambino è in regola o comunica l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie per motivi di salute. È anche possibile presentare la prenotazione delle dimostrazioni mancanti presso i servizi dell’azienda sanitaria.

Fonte:www.lastampa.it/Vaccini, bimbi esonerati solo con il certificato - La Stampa

Postare video può essere reato

Attenzione a postare sui social audio e video all’insaputa dell’interessato: da novembre prossimo potrà scattare un apposito reato, punito fino a 4 anni. La legge 103/2017 ha delegato il governo a introdurre, entro tre mesi, il resto di fraudolenta diffusione di riprese audio o video di una persona inconsapevole. Certo dovranno ricorrere determinate condizioni, ma non si potrà agire a cuor leggero. Stiamo parlando della legge delega per la riforma delle intercettazioni.

Fonte:www.italiaoggi.it/Postare video può essere reato - News - Italiaoggi

giovedì 17 agosto 2017

Stalking: punibile chi entra costantemente nel profilo Facebook della ex

E’ perseguibile per stalking colui che si intromette nella vita privata di una persona, allo scopo di destabilizzarla con condotte ossessive e assillanti costanti, attraverso accessi indebiti e costanti nell’account email o nel profilo Facebook della stessa.
Lo ha stabilito la V Sezione Penale di Piazza Cavour con la sentenza n. 25940/2017 che ha confermato la sentenza della Corte di Appello con cui si era ribaltata quella di assoluzione di primo grado nei confronti di un uomo accusato di stalking.
Dal processo di primo grado era emerso che l’imputato aveva reso impossibile la vita della ex compagna con atti ripetuti nel tempo consistiti in minacce, ingiurie e offese pesanti sul profilo Facebook, via email e per telefono tanto da costringerla a cambiare completamente stile di vita, addirittura trasferendosi a casa della madre.
Il Tribunale, nonostante tali risultanze probatorie, con una sentenza alquanto lacunosa, illogica e contradittoria scagionava l’uomo poiché, a suo dire, dal dibattimento non era emerso il nesso causale tra le condotte persecutorie e lo stato di ansie e paure generato nella donna.
Nella fattispecie di reato ex art. 612 bis cp, delitto abituale di atti persecutori, l’evento è l’epilogo ottenuto da condotte consistenti in molestie e minacce reiterate nel tempo tali da procurare un’autonoma e unitaria offensività.
La reiterazione, elemento costitutivo, consiste nella ripetizione insistente, per più di una volta da parte dell’autore, con lo scopo di cagionare nella vittima un progressivo accumulo di ansie e frustrazioni tali da alterare lo stato psichico della stessa in forti ansie e paure.
La prova dell’evento, inteso come turbamento e mutamento piscologico, può ricavarsi dalle dichiarazioni della persona offesa, dai comportamenti della stessa generati dalle condotte dell’agente e dalle azioni di quest’ultimo il tutto in un quadro complessivo che tenga altresì conto delle condizioni di luogo e di tempo in cui si consumano le azioni dei protagonisti.
Nel caso in esame la vittima era stata costretta, al susseguirsi degli accessi abusivi, a cambiare profilo Facebook, indirizzo email, utenze telefoniche e addirittura la propria abitazione, simili azioni erano chiaramente il frutto di pressioni psicologiche subite dalle condotte dell’ex compagno che avevano inciso in modo significativo sulle abitudini di vita e naturalmente sulla sua libertà di autodeterminarsi della donna.
La Suprema Corte non sottovalutando gli elementi probatori emersi ha sostenuto, così come la Corte di Appello, l’esistenza del nesso causale, emerso dalla disamina del caso, secondo cui l’origine dei disturbi psichici e del peggioramento delle condizioni di salute della vittima era il frutto esclusivo delle rilevanti molestie assillanti dell’uomo.

Vaccini, bimbi esonerati solo con il certificato

È stato pubblicato il vademecum per le famiglie, le Asl e le scuole della nuova legge sui vaccini obbligatori. Le regole sono quelle del dec...