giovedì 28 luglio 2022

Registro delle opposizioni: ora anche per i cellulari. Ecco come ci si registra

Il Registro pubblico delle opposizioni è un sistema istituito nel febbraio del 2011 per impedire alle compagnie di pescare il nostro numero negli elenchi telefonici e di disturbarci in continuazione con chiamate pubblicitarie e attività di telemarketing. Ma fino a oggi, dal sistema erano esclusi tutti i numeri non compresi negli elenchi telefonici e soprattutto tutti i numeri di cellulare. 
Una mancanza che il legislatore ha colmato soltanto il 29 marzo scorso, quando ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.R. 26/2022 che istituisce il “nuovo” Registro pubblico delle opposizioni. Tuttavia, solo a partire dal 27 luglio 2022 è stata implementata la procedura vera e propria che ha esteso di fatto la possibilità di sottrarsi al telemarketing selvaggio a tutte le numerazioni nazionali fisse e mobili, anche quelle non presenti nei pubblici elenchi, e agli indirizzi postali.
Come iscriversi gratis al Registro
L’iscrizione al Registro è gratuita a tempo indeterminato fino a revoca dell’opposizione. Può essere chiesta da tutti i cittadini, presenti o meno negli elenchi pubblici. Per iscriversi sono disponibili diversi canali elencati sul sito del Registro. Ecco le diverse opzioni per registrarsi:
- via web, compilando il modulo elettronico che si trova sul sito registrodelleopposizioni.it con i dati personali, il numero di telefono e/o l’indirizzo postale che si vuole iscrivere;
- via telefono, chiamando il numero verde 800.265.265 dal numero di telefono che vuoi iscrivere nel Registro. Il sistema funziona mediante risponditore automatico, ma in caso di difficoltà o problemi è possibile parlare con un operatore;
- via email, inviando il modulo (scaricabile dal sito) all'indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it, completo di dati personali, recapito e del numero di telefono e/o dell’indirizzo che si vuole iscrivere;
- via fax o raccomandata, utilizzando lo stesso modulo che si manda via mail (scaricabile dal sito), che andrà stampato, compilato e spedito, insieme a una fotocopia del proprio documento d’identità all’indirizzo “gestore del registro pubblico delle opposizioni – abbonati”, Ufficio Roma Nomentano - casella postale 7211 - 00162 Roma, oppure inviato via fax al numero 06.54224822. 
L’intestatario di più numerazioni può richiedere la contemporanea iscrizione nel registro ma solo attraverso il web o la mail. Gli iscritti possono revocare in qualunque momento la propria opposizione nei confronti di uno o più operatori. Se poi si cambia nuovamente idea, l’iscrizione si può rinnovare in qualunque momento così revocando i consensi nel frattempo prestati.

lunedì 4 luglio 2022

Minaccia, l'attitudine intimidatoria dell'atto va dedotta dalla situazione contingente

Per la sussistenza del reato di minaccia è necessaria la verifica circa l'effettiva portata intimidatoria della frase profferita. Questo è quanto emerge dalla sentenza 9 giugno 2022, n. 22581 della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione.
Il caso vedeva un uomo, ritenuto responsabile del reato di minaccia, proporre ricorso per cassazione lamentando l'omessa verifica da parte dei giudici del merito se l'effettivo contesto in cui la frase minatoria era stata profferita, consentisse di affermare l'effettiva portata intimidatoria derivante dalla concreta realizzabilità del male minacciato.
È vero che, come evidenziato dalla giurisprudenza di legittimità, nel delitto di minaccia l'atto intimidatorio è fine a se stesso e per la sussistenza del reato si richiede solo che l'agente ponga in essere la condotta minatoria in senso generico, trattandosi di reato formale con evento di pericolo, immanente nella stessa condotta, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta stessa ad intimorire e irrilevante l'indeterminatezza del male minacciato, purché questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente, senza che sia necessario il verificarsi di un reale stato di intimidazione della vittima (Cass. pen., Sez. V, 23 gennaio 2012, n. 11621).
Nella fattispecie, i giudici del merito non avevano proceduto alla dimostrazione, in relazione alle concrete circostanze del fatto, di un effettivo turbamento psichico patito dalla persona, in conseguenza delle frasi rivolte al suo indirizzo dall'imputato, affermando un consolidato indirizzo interpretativo secondo il quale ai fini dell'integrazione del reato in oggetto non sarebbe necessario che il soggetto passivo del reato si sia sentito effettivamente intimidito.
Al tempo stesso, però, secondo gli ermellini, per la sussistenza del reato è necessario dedurre l'attitudine ad intimorire della condotta posta in essere dal soggetto attivo, come indicato dalla giurisprudenza di legittimità, dalla situazione contingente, ovvero dal contesto in cui si inserisce la condotta in questione e, in particolare, quando essa consista in espressioni verbali, dal momento in cui le frasi sono state profferite, avuto riguardo ai toni ed alla cornice di riferimento (Cass. pen., Sez. V, 15 ottobre 2019, n. 11708).
Per detti motivi la Suprema Corte ritiene integrata la violazione di legge, in punto di erronea ricostruzione del significato della fattispecie normativa di cui all'art. 612 c.p., che giustifica l'annullamento della sentenza impugnata con rinvio al giudice competente in grado di appello per il nuovo esame sul punto.
fonte:altalex.com

lunedì 27 giugno 2022

Bonus 200 euro, ecco quando arriva davvero

A pochi giorni dall'inizio di luglio 2022 (mese in cui avviene la distribuzione del bonus), l'Inps ha pubblicato un documento fac simile che deve essere compilato e presentato da quei lavoratori dipendenti che devono dichiarare al datore di lavoro la spettanza del bonus. Sempre l'Inps, con la stessa circolare, ha inoltre chiarito i tempi di erogazione dei 200 euro. Eccoli nel dettaglio:
- nello stipendio che si riferisce al mese di luglio (anche se pagato ad agosto) la cui azienda presenta la denuncia Uniemens entro il 31 agosto;
- nello stipendio pagato a luglio (anche se di competenza di giugno) se l’azienda presenta la denuncia Uniemens il 31 luglio;
- nella pensione di luglio per i pensionati, i titolari di assegno sociale, per gli invalidi civili, ciechi e sordomuti e chi percepisce l’accompagnamento alla pensione;
- nel mese di luglio per i lavoratori domestici, dopo che viene elaborata la domanda;
- nel mese di ottobre per i disoccupati che percepiscono la Naspi o la Dis-Col, per i beneficiari della disoccupazione agricola 2021 e per chi ha preso le indennità Covid nel 2021;
- nel mese di luglio per chi percepisce il Reddito di cittadinanza;
Inoltre, il bonus deve essere erogato anche con buste paga azzerate, ad esempio a causa di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, l’importante è che nel mese di luglio deve sussistere il rapporto di lavoro.
Il "decreto Aiuti" ha introdotto l'accredito nel mese di luglio, nelle buste paga e nei conti correnti di chi ne ha diritto, del cosiddetto "bonus 200 euro", la misura destinata a supportare famiglie coi redditi medio-bassi nell'affrontare l'aumento dell'inflazione e la pressione del caro-vita. Il bonus, inizialmente previsto solo per dipendenti e pensionati, è stato esteso anche a una platea più vasta di beneficiari (compresi i disoccupati); tuttavia, in base alla tipologia di lavoratore a cui si appartiene, potrebbe essere necessario presentare una domanda o una dichiarazione. Vediamo in cosa consiste il bonus 200 euro, chi può riceverlo e cosa deve fare.
Bonus 200 euro: a chi spetta
La misura, come dice il nome stesso, prevede un bonus di 200 euro, erogati una tantum, ai lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito annuo da lavoro fino a 35 mila euro lordi e che già hanno usufruito per almeno un mese nel primo quadrimestre 2022 della riduzione dei contributi Inps dello 0,8%.
Il conteggio del limite di reddito viene fatto sul base mensile, in pratica il reddito imponibile ai fini fiscali (ai fini previdenziali l’importo è più alto) non deve superare i 2.692 euro per tredici mensilità. Per fare un esempio pratico, ottiene il bonus solo il lavoratore dipendente che da inizio anno, fino al momento in cui riceve il bonus, ha percepito uno stipendio lordo al mese non più alto di 2.692 euro ed è previsto che riceva lo stesso stipendio per 13 mensilità. Sono esclusi quindi coloro che ricevono mensilità aggiuntive che, riparametrate su 13 stipendi, sforano il limite dei 1.692 euro o coloro che hanno visto incrementare (e superare la soglia dei 2.692 euro) lo stipendio da inizio anno (non conta infatti il reddito percepito nel 2021). Se l'incremento di stipendio (che faccia sforare i 2.692 euro mensili di tetto) avviene successivamente luglio (quindi dopo aver ottenuto il bonus), il lavoratore sarà tenuto a conguagliare il bonus nella dichiarazione dei redditi, cioè dovrà restituire di fatto il bonus ottenuto). 
Al bonus 200 euro hanno diritto anche i lavoratori domestici, i lavoratori stagionali, gli autonomi e chi percepisce il reddito di cittadinanza o la disoccupazione.
Come si ottiene e quando arriva
Il bonus verrà erogato direttamente nella busta paga e nella pensione di luglio (per i dipendenti e i pensionati) o direttamente sul conto corrente (per autonomi, stagionali, disoccupati, colf e badanti). Tuttavia, se per pensionati e disoccupati (non tutti però) l'accredito avviene in automatico, per gli aventi diritto delle altre categorie lavorative occorre presentare della documentazione: vediamo caso per caso quale.
Cosa devono fare i dipendenti
I lavoratori dipendenti devono presentare una dichiarazione al datore di lavoro di non percepire trattamenti pensionistici o il reddito di cittadinanza. In questo modo, il datore di lavoro in base ai dati reddituali in suo possesso riconosce il bonus direttamente nella busta paga di chi percepisce un reddito inferiore a 35.000 euro lordi annui (2.692 euro per 13). In presenza di più rapporti di lavoro occorre fare attenzione perché il bonus 200 euro spetta una volta sola: in caso contrario verrà recuperato da ogni datore di lavoro in base a quanto stabilito dall'Inps.
Cosa devono fare i pensionati
Per i pensionati, compresi i titolari di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno di invalidità civile, ciechi e sordomuti e chi percepisce l’accompagnamento alla pensione, la cui pensione abbia decorrenza entro il 30 giugno 2022, l’accredito viene fatto direttamente dall’Inps in base ai dati reddituali in suo possesso, successivamente, l’istituto effettua i controlli reddituali con l’Agenzia delle entrate e, qualora il limite di reddito fosse superato, recupera la somma erroneamente erogata, chiedendone il rimborso entro un anno. In alternativa, tramite i canali telematici dell'Inps è possibile chiedere di non ricevere il bonus 200 euro, se già si sa che andrà restituito.
Cosa devono fare i disoccupati
Il bonus 200 euro è riconosciuto in automatico a chi:
- a giugno 2022 percepisce la Naspi o la DisColl, cioè le indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti o i collaboratori coordinati e continuativi;
- percepisce nel 2022 l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021;
- nel 2021 ha beneficiato delle indennità previste dai decreti Sostegni e Sostegni bis;
- beneficia del reddito di cittadinanza, a condizione che nessun componente del nucleo familiare percepisca lo stesso bonus 200 euro. 
Cosa devono fare colf, badanti e stagionali
Colf e badanti devono presentare una domanda all’Inps per ottenere nel mese di luglio l'accredito del bonus 200 euro in conto corrente, ma non è previsto per loro alcun limite massimo di reddito. La domanda deve esser presentata tramite gli enti di patronato entro il 30 settembre, cui vanno dichiarati tutti i rapporti di lavoro in essere al 18 maggio 2022 e un IBAN valido per l'accredito della somma.
Allo stesso modo, per ottenere il bonus 200 euro devono presentare la domanda entro il 30 ottobre:
- i collaboratori coordinati e continuativi con contratti attivi al 18 maggio 2022, iscritti alla Gestione separata dell’Inps, non titolari di pensione né iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e con reddito 2021 derivante dai rapporti di co.co.co non superiore a 35mila euro;
- i lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, hanno svolto la prestazione per almeno 50 giornate e hanno reddito derivante da quei rapporti non superiore a 35mila euro;
- i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che, nel 2021, hanno almeno 50 contributi giornalieri versati e reddito derivante da quei rapporti non superiore a 35mila euro;
- i lavoratori autonomi privi di partita Iva, iscritti alla Gestione separata dell’Inps al 18 maggio 2022 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che, nel 2021, sono stati titolari di contratti autonomi occasionali con accredito di almeno un contributo mensile; gli incaricati alle vendite a domicilio, titolari di partita Iva attiva e iscritti, al 18 maggio 2022 alla Gestione separata, con reddito 2021 derivante da tali attività superiore a 5mila euro.
Cosa devono fare i lavoratori autonomi
Per i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps o alle altre forme obbligatorie di previdenza e assistenza, è previsto un contributo anti-inflazione di 200 euro. Per sapere come ottenerlo si deve aspettare un decreto attuativo che verrà emanato nei prossimi 30 giorni e che fisserà anche il reddito complessivo 2021 massimo per averne diritto.

martedì 21 giugno 2022

Unione Camere Penali: astensione dei penalisti il 27 e 28 giugno 2022

L’Unione delle Camere Penali Italiane, tramite la delibera del 14 giugno 2022, ha denunziato la compromissione del diritto dell’imputato a essere giudicato dallo stesso giudice che ha raccolto la prova in dibattimento, indicendo l’astensione degli avvocati penalisti nei giorni 27 e 28 giugno 2022 per chiedere un immediato intervento legislativo a salvaguardia dell’attuazione dei principi del giusto processo.
La delibera del 14 giugno 2022
La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, tramite una delibera, ha denunziato la compromissione del diritto dell’imputato a essere giudicato dal medesimo giudice che ha raccolto la prova in dibattimento, definendolo quale accadimento processuale che si verifica quotidianamente nelle aule di udienza, effetto di regressive interpretazioni della disciplina processuale che consentono di omettere la rinnovazione della prova in ipotesi di mutamento del giudice.
L’indizione dello sciopero
Tramite la stessa delibera si è indetta l’astensione degli avvocati penalisti nei giorni 27 e 28 giugno 2022 per chiedere un intervento legislativo a salvaguardia dell’attuazione dei principi del giusto processo, nonché una manifestazione nazionale in Roma per il 28 giugno.
La delega Cartabia
Con la legge delega n. 134/2021 il Parlamento ha fissato i canoni ai quali il Legislatore delegato dovrà attenersi per modificare, peraltro, la disciplina della riassunzione della prova dichiarativa al dibattimento in ipotesi di mutamento del giudice. Il punto della delega, in quanto tale già vigente nell’ordinamento, accoglie il principio secondo cui il giudice che procede può valutare di non rinnovare la prova nella ipotesi in cui le dichiarazioni rese in dibattimento siano state videoregistrate e sia dunque possibile procedere alla loro visione e ascolto, al fine di percepirne il contesto e gli elementi che compongono la comunicazione non verbale.
La sentenza Consulta n. 132/2019
La “delega Cartabia” ha recepito le indicazioni della Corte costituzionale (sentenza n. 132/2019), la quale aveva dichiarato inammissibile l’incidente di costituzionalità posto dal remittente quanto alla regola dell’immutabilità del giudice ex art. 525, c. II, c.p.p. ma al contempo, tramite obiter dictum, ha prospettato al Legislatore la possibilità di una limitazione dell’operatività dei principi di immediatezza e oralità a fronte di particolari condizioni, quando vi sia quantomeno la possibilità per il nuovo giudice di esaminare la videoregistrazione della testimonianza.
La videoregistrazione
L’Avvocatura penale ha ribadito che l’attuale congegno ex art. 525, c. 2, c.p.p. rappresenta la realizzazione dei principi del giusto processo, i quali non possono trovare limitazioni nell’attuazione se non a fronte di condizioni eccezionali previste dalla legge. Tale disciplina tende a garantire, oltre a oralità e immediatezza, l’attuazione del contraddittorio dinanzi al giudice della decisione. La videoregistrazione è destinata a cristallizzare dinamiche processuali, risposte e comunicazione non verbale provocate dall’attività delle parti e dagli interventi residuali del giudice, che non potranno
mai essere le stesse di quelle che si realizzerebbero dinanzi al nuovo collegio o al nuovo giudice monocratico decidente. Secondo la delibera occorre preservare le caratteristiche del rito accusatorio, quindi riservare a situazioni eccezionali l’omessa rinnovazione della prova a fronte del mutamento del giudice.
La regola della sentenza Bajrami
Viene altresì denunziato che nelle aule di giustizia si verifica il fenomeno determinato dalla regola stabilita dalla Corte di Cassazione con la sentenza Bajrami (Sez. Un. 41736/2019), e cioè è possibile, per il nuovo giudice, non procedere alla rinnovazione dell’acquisizione della prova, limitando tali ipotesi al solo caso che la parte abbia indicato il teste nella sua lista o intenda indicarlo in una nuova lista testi, a condizione che siano diverse le circostanze rispetto a quelle oggetto della prima testimonianza. Per la Giunta risulta vanificato il diritto a essere giudicato dallo stesso giudice che ha raccolto la prova. E’ già stata richiesta la previsione di una disciplina transitoria che releghi la necessità della videoregistrazione quale precondizione per la rinuncia alla rinnovazione della prova ai casi futuri mentre, nell’attesa che gli Uffici si dotino degli adeguati strumenti tecnici, sarebbe sufficiente la sola trascrizione della registrazione dell’udienza. I penalisti italiani richiedono che siano previste misure che assicurino certezza che il giudice della decisione abbia la concreta visione delle videoregistrazioni, e che i provvedimenti attuativi debbano prevedere l’obbligo, a pena di nullità, della visione pubblica, in una udienza dedicata, delle videoregistrazioni.
fonte: altalex.com

Ferrara, all'Ariosto con il coltello