Ospite ‘particolare’ in casa: una delle camere da letto è utilizzata abitualmente da una ‘lucciola’. E la proprietaria dell’appartamento, assolutamente consapevole della situazione, è condannata dalla Cassazione per “favoreggiamento della prostituzione”. (Cassazione, sentenza numero 40328 del 28 settembre 2016)
Camera. Pena severa stabilita in Tribunale e confermata in appello: ben «sedici mesi di reclusione» per la proprietaria della casa in cui una sua ospite ha utilizzato una «camera» per esercitare la «prostituzione». Per i giudici è logico parlare di «favoreggiamento», alla luce della ‘legge Merlin’.
E questa visione è ora condivisa dai magistrati della Cassazione. Decisivo il fatto che «una parte dell’appartamento» è stato ceduto «in comodato» a una donna che, come risaputo dalla proprietaria, vi avrebbe svolto la propria attività di ‘lucciola’. Proprio la «consapevolezza» della padrona di casa, difatti, permette di valutare «la gratuità del contratto» come chiaramente finalizzata ad «agevolare l’esercizio della prostituzione».
Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Stanza data in comodato a una ‘lucciola’: è favoreggiamento - La Stampa
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giovedì 29 settembre 2016
Stanza data in comodato a una ‘lucciola’: è favoreggiamento

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