Resta la pena a un anno di reclusione per fatture false per l’imprenditore che emetteva fatture con una Partita IVA aperta e chiusa nello stesso giorno. Così ha deciso la terza Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza del 16 giugno 2016, n. 25033, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dal manager contro la sentenza di condanna.
Dal Palazzaccio i Giudici della Cassazione hanno osservato che l’irregolarità formale delle fatture contestate, che avevano un numero di Partita IVA non più esistente, non ha escluso il fatto materiale della loro emissione e del loro successivo utilizzo per evadere le imposte; ciò dunque fa ritenere integrato il reato contestato.
“La circostanza che le fatture fossero state emesse utilizzando una Partita IVA cessata – si legge nella sentenza – non esclude la sussistenza di tutti i requisiti formali richiesti dall’art. 21, comma 2, D.P.R. 633/72 [fatturazione delle operazioni, ndr], essendo comunque stati soddisfatti i requisiti di contenuto e forma prescritti da tale disposizione per la formazione delle fatture, cui è subordinata la ravvisabilità della fattispecie di cui all’art. 8 D. Lgs. 74/2000 [Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ndr], con la conseguenza che le stesse potevano essere utilizzate per dedurre costi inesistenti, indipendentemente dall’utilizzo di una partita IVA di cui era stata comunicata la cessazione e che quindi non avrebbe potuto essere utilizzata”.
Insomma, ribadendo l’affermazione di responsabilità dell’imputato, la Cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato l’imprenditore anche al pagamento delle spese processuali.
Fonte: www.fiscopiu.it/Condannato l’imprenditore che usa fatture con partita IVA aperta e chiusa in 24 ore - La Stampa
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martedì 21 giugno 2016
Condannato l’imprenditore che usa fatture con partita IVA aperta e chiusa in 24 ore

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