venerdì 26 febbraio 2016

Dichiarazione dei redditi smentita dal tenore di vita: mantenimento monstre per il figlio

Nessuna via di fuga per il padre. Confermato il corposo mantenimento per il figlio, convivente con la madre: l’uomo dovrà firmare ogni mese un assegno di 2mila euro.
Il ragazzo ha diritto a mantenere un tenore di vita congruo alla forza economica dei genitori. E su questo fronte le disponibilità del padre sono sicuramente più ampie rispetto a quanto emerge dalla sua dichiarazione dei redditi. Così ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3684/2016 depositata lo scorso 24 febbraio.
Assegno. Unica, piccola vittoria in Appello per l’uomo: lì viene ridotto a «2mila euro mensili» l’«assegno di mantenimento» in favore del figlio. Cifra dimezzata rispetto a quanto deciso in Tribunale, dove era stato previsto addirittura un versamento di «4mila euro mensili».
Ma l’obbligo del padre non può essere ulteriormente messo in discussione, sanciscono ora i giudici della Cassazione.
Rilevante, innanzitutto, la inattendibilità della «dichiarazione dei redditi» del padre, inattendibilità poggiata su «tenore di vita, consistenze patrimoniali e finanziarie» e «attività imprenditoriale» svolta. Di conseguenza, poiché è necessario «parametrare il contributo al mantenimento del figlio alle capacità economiche» reali del genitore, vanno riconfermati i 2mila euro al mese decisi in Appello. Cifra, questa, che consente di «garantire al ragazzo un tenore di vita congruo alle potenzialità economiche dei genitori».

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Dichiarazione dei redditi smentita dal tenore di vita: mantenimento monstre per il figlio - La Stampa

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