mercoledì 23 dicembre 2015

"Bisogni" impellenti per il cane, il padrone lo porta in strada: condannato per evasione

Blitz fuori casa per permettere al cane di soddisfare i propri ‘bisogni’. Ma l’uomo, obbligato a portare fisicamente in braccio il quadrupede, è agli arresti domiciliari. Consequenziale la condanna per il reato di «evasione». Impossibile, checché ne dica il difensore, parlare di “fatto lieve”, soprattutto tenendo presenti i precedenti dell’uomo. In questo senso si è pronunciata la Cassazione, con la sentenza 45073/15.

Il caso

Fatale il controllo da parte dei carabinieri. L’uomo, ufficialmente ai ‘domiciliari’, viene beccato a trenta metri da casa, «in ciabatte e pigiama», mentre porta con sé il cane. Inevitabile la contestazione della «evasione». Per i giudici di merito è inequivocabile, difatti, la condotta tenuta dall’uomo, che, come detto, si è allontanato illegittimamente dalla propria abitazione. Logica, quindi, la condanna.

Secondo il legale, è evidente la «modesta offensività» del blitz compiuto dall’uomo fuori casa. Anche perché quella discesa in strada è stata obbligata: il cane, difatti, era stato «sottoposto tre giorni prima ad un intervento chirurgico», e la moglie non era in condizione di «sollevare l’animale» e portarlo fuori dall’abitazione. Unica opzione possibile, quindi, sostiene il legale, quella del padrone di casa, che ha dovuto portare in braccio l’animale fino alla strada, per consentirgli di «espletare i bisogni fisiologici».

Il quadro proposto dall’avvocato non può reggere, ribattono ora i giudici della Cassazione. Decisivo, in questa ottica, il richiamo ai «gravi precedenti penali dell’uomo», resosi responsabile, peraltro, anche di «evasione» in passato. Ciò consente di ritenere acclarato il «comportamento abituale di violazione della legge penale», e di escludere, concludono i giudici, l’ipotesi della «modestia» della condotta realizzata dall’uomo.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /"Bisogni" impellenti per il cane, il padrone lo porta in strada: condannato per evasione - La Stampa

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