venerdì 24 marzo 2017

Anche l’ombrello può essere un’arma

L’uso, anche solo temporaneo e senza giustificato motivo, di uno strumento a fini di offesa alla persona può configurare una circostanza aggravante del reato. Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13071/17 depositata il 17 marzo.
Il caso. Il Tribunale di Asti aveva escluso l’aggravante dell’uso di un’arma, relativamente al reato di lesioni personali volontarie, nei confronti di un soggetto che aveva aggredito quattro soggetti con un ombrello.
Il Procuratore della Repubblica di quel Tribunale propone ricorso in Cassazione, sostenendo la configurabilità dell’ombrello come «oggetto utilizzabile per l’offesa alla persona in determinate circostanze di tempo e di luogo».
L’aggravante dell’uso di un’arma. Secondo la Corte di Cassazione tale ricorso è fondato.
L’aggravante di cui si discute ( prevista dall’art. 585 cod. pen.), sussiste in tutti i casi in cui la condotta sia stata posta in essere con uno strumento che risponda alla nozione di “arma lì presente”.
La Suprema Corte ha ritenuto che si configurasse l’aggravante anche in casi in cui era stato utilizzato un bastone ricavato dalla gamba di un tavolino. Ciò a dimostrazione del fatto che non serve che lo strumento utilizzato sia un’arma in senso proprio, ma basta che esso «venga portato ed usato anche in modo soltanto temporaneo per l’offesa alla persona e dunque senza giustificato motivo».
Per questo motivo il ricorso va accolto e la sentenza annullata.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Anche l’ombrello può essere un’arma - La Stampa

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