sabato 22 ottobre 2016

Tempestata di messaggi e pedinata: solida l’ipotesi dello stalking

Messaggi intimidatori e pedinamenti. Vittima una donna. A sorpresa, però, la presunta responsabile della persecuzione è un’altra donna. A prescindere dai soggetti coinvolti, però, gli effetti delle condotte messe in atto sono evidenti: difficile non parlare di stalking.
Stile di vita. Nessun dubbio per i giudici del Tribunale: inevitabile la «condanna» per il reato di «atti persecutori». Di parere opposto, invece, i giudici d’appello, che escludono l’ipotesi dello «stalking», esaminando in maniera frazionata i comportamenti della donna finita sotto accusa.
E proprio questa ottica viene ritenuta non corretta dai magistrati della Cassazione (sentenza n. 44355 depositata il 20 ottobre). Molto più logica, difatti, sarebbe stata una «valutazione organica» dell’intera vicenda, così da leggere in maniera complessiva non solo le azioni della stalker ma anche le ripercussioni subite dalla vittima.
Su quest’ultimo fronte, in particolare, viene evidenziato che la donna presa di mira, oggetto di «messaggi intimidatori e denigratori» e di veri e propri «pedinamenti», ha modificato radicalmente «il proprio stile di vita, rinunciando spesso ad uscire, cambiando i percorsi nelle strade che percorreva abitualmente» e arrivando addirittura a «tenere sempre chiuse le finestre quando era in casa».
Una volta considerati questi elementi, va riesaminata con attenzione l’intera vicenda, concludono i magistrati, affidando il compito ai giudici d’appello.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Tempestata di messaggi e pedinata: solida l’ipotesi dello stalking - La Stampa

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