mercoledì 13 aprile 2016

Potenziale artigiano, ma senza reddito: a rischio il mantenimento garantitogli sinora dal padre

Pronto a lavorare come artigiano, ma ancora senza alcun reddito. Proprio la capacità professionale acquisita dal giovane, però non sfruttata in concreto, mette in discussione l’obbligo paterno di versargli un corposo assegno mensile. Così ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 7168 di ieri.

Professionalità. In Tribunale il papà viene caricato di un onere economico gravoso a favore del «figlio minorenne»: dovrà staccare mensilmente un «assegno da 1.500 euro» per il suo «mantenimento», a cui si aggiunge anche la copertura del «50 per cento delle sue spese straordinarie».

In Appello l’obbligo dell’uomo diviene meno pesante: l’«assegno» è ridotto a «1.000 euro». Per i giudici, comunque, il figlio, nonostante sia divenuto maggiorenne, ha sempre «diritto al contributo» paterno.

Decisivo, per il taglio dell’assegno, il fatto che il ragazzo abbia portato a termine un percorso di studi all’interno di una «scuola per intagliatore di legno».

Ma proprio questo elemento spinge il padre a ritenere illegittimo il «contributo» al «mantenimento» del figlio.

Il ragazzo, spiega l’uomo, può «svolgere attività presso qualche laboratorio artigianale». E tale sottolineatura viene ritenuta non priva di senso dai Giudici della Cassazione, che mostrano serie perplessità a fronte della decisione assunta in Appello.

Per i Magistrati appare evidente che «il figlio, divenuto maggiorenne, è stato posto in condizione di poter essere economicamente autosufficiente», come testimoniato dalla «acquisita capacità professionale» come artigiano e dalla conseguente possibilità di «svolgere attività retribuita». Ciò rende poco giustificabile la conservazione dell’«assegno» paterno. Su questo fronte, però, tocca ora nuovamente ai giudici di secondo grado approfondire la vicenda prima di prendere una decisione sull’obbligo del padre verso il figlio.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it/Potenziale artigiano, ma senza reddito: a rischio il mantenimento garantitogli sinora dal padre - La Stampa

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