domenica 14 febbraio 2016

Veneto: avvocato pagato a cittadini (e agenti) che sparano ai ladri

Fra le tante questioni che l’hanno caratterizzato, il 2015 sarà ricordato soprattutto per un paio: il caso Stacchio e la vicenda Popolari. Due temi che continueranno a far parte della quotidianità dei veneti anche nel 2016, a giudicare dagli intenti delle misure approvate in consiglio regionale grazie ad una convergenza trasversale. All’interno del bilancio sono stati infatti ricavati i soldi destinati a sostenere l’assistenza legale ai cittadini incappati in episodi di criminalità (150.000 euro) e nelle truffe perpetrate durante la compravendita di azioni bancarie (altri 300.000). Ben quattro le iniziative presentate sul fronte della giustizia, tutte ritirate in cambio del loro recepimento nel maxi-emendamento della giunta. Il governatore Luca Zaia era il primo firmatario del progetto di legge, assorbito in Stabilità da una proposta dei capigruppo Nicola Finco della Lega Nord e Silvia Rizzotto della Lista Zaia, per la costituzione di un fondo per il patrocinio legale a favore degli indagati per eccesso colposo di legittima difesa ed omicidio volontario.
«Ma questo rischia di escludere gli appartenenti alle forze dell’ordine durante l’esercizio del dovere», ha obiettato la pentastellata (e poliziotta in aspettativa) Patrizia Bartelle, che ha così depositato un emendamento per ampliare il bacino dei beneficiari. In questa stessa direzione sono andati pure i due provvedimenti suggeriti dai forzisti Massimo Giorgetti e Massimiliano Barison, dedicati l’uno agli esborsi legali assunti dai comuni cittadini e l’altro ai costi giudiziari e medici sostenuti da agenti e militari. La quadra trovata dall’esecutivo è così consistita nella ripartizione dell’importo in due parti: 100.000 euro per chi è accusato di aver sparato ai ladri nella propria casa o azienda e 50.000 per chi finisce in tribunale o in ospedale indossando una divisa. Sul piano del risparmio tradito, invece, attraverso lo strumento contabile sarà data copertura finanziaria al progetto di legge svelato da Zaia nella seduta straordinaria dedicata a Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Confermati quindi i 300.000 euro annunciati il 19 gennaio per i piccoli azionisti che, sulla base dei criteri di reddito e di gravità che saranno definiti, avranno bisogno della consulenza di un avvocato per valutare una causa nei confronti degli istituti di credito. Respinta invece la richiesta del dem Graziano Azzalin di estendere il contributo «a tutte le vittime di raggiri, anche quelli commessi nelle abitazioni».
Ma è stato comunque un altro, sempre in tema di banche e dintorni, lo scontro che ha acceso la seduta. Un botta e risposta ad alto volume, con grida e applausi, fra l’assessore leghista Gianluca Forcolin e il capogruppo grillino Jacopo Berti. Durante la discussione sull’emendamento del dem Piero Ruzzante riguardante i cosiddetti «collar», Berti ha stigmatizzato l’utilizzo dei derivati, facendo infuriare Forcolin. È sbottato l’assessore: «E poi dite che vi vergognate a percepire 11.000 euro al mese? Certo, perché sapete solo criticare, ma da giugno avete prodotto solo il 2,8% dell’attività legislativa. Anche se stasera posterete un bel video dei vostri, credo che i veneti si accorgeranno del fatto che rappresentate il nulla assoluto». Replica dell’esponente del M5S: «E allora cosa dovremmo dire di Sergio Berlato, che da sei mesi parla solo di caccia, appostamenti di caccia, capanni di caccia?». Se voleva essere un’accusa, il leader di Fratelli d’Italia non dev’essersene rammaricato troppo, visto che fino a sera ha continuato imperturbabilmente ad intervenire sui temi venatori (supportato dallo zaiano Stefano Valdegamberi, che ha consegnato ai verbali un’indimenticabile pagina in dialetto cimbro).

fonte: www.corriere.it//Avvocato pagato a cittadini (e agenti) che sparano ai ladri - Corriere del Veneto

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