domenica 18 ottobre 2015

Cassazione: “Troppe pause sul lavoro? Lecito il licenziamento”

Troppe pause caffè possono fare male e non solo per gli effetti della caffeina sul nostro organismo. A mettere in allarme i lavoratori italiani, non è l’ultima ricerca scientifica sull’alimentazione, ma una sentenza della Cassazione che ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente che aveva la cattiva abitudine di concedersi troppi break nel corso della giornata lavorativa.

Per la Suprema Corte (con la sentenza 20440/2015, depositata il 12 ottobre) il datore di lavoro è legittimato a controllare l’operato del dipendente che lavora fuori sede anche attraverso il sistema Gps. I controlli cosiddetti difensivi, vale a dire volti ad accertare comportamenti illeciti, mancanze e atteggiamenti inidonei rispetto alla normale attività lavorativa, infatti, non sono da reputarsi vietati, specie se rivolti verso un lavoratore che svolga la propria attività al di fuori dei locali aziendali, cioè in luoghi in cui l’interesse a una corretta esecuzione della prestazione lavorativa è di più facile lesione, così come lo è l’immagine aziendale.

Con questo sistema e con l’aiuto di un’agenzia privata di investigazioni, il dipendente aveva accertato che il lavoratore, nello svolgimento della propria attività, si concedeva troppe pause caffè, trattenendosi in bar e tavole calde fuori dalla zona di lavoro per colloquiare, ridere e scherzare con i colleghi.

“La determinazione della collocazione e della durata delle pause – hanno spiegato gli esperti dello Studio Cataldi, commentando la sentenza – non può essere rimessa al totale arbitrio del lavoratore e non deve essere di certo confusa con i momenti di soddisfazione delle necessità fisiologiche”. Ogni tentativo del dipendente licenziato di far valere l’illegittimità del recesso è risultato vano. “Per la Corte la lesione del nesso fiduciario che deve legare dipendente e azienda – ha illustrato l’avv. Valeria Zeppilli – è palese e le tempistiche e le modalità del recesso sono incontestabili”. Il licenziamento va quindi confermato. E il ricorrente si trova costretto a pagare le spese di lite.

Fonte: www.italiaora.net/YariSiporso//Troppe pause caffè? Vieni licenziato! La sentenza della Cassazione

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