venerdì 18 settembre 2015

Troppi rumori dal night club, scatta la condanna penale

Il superamento dei limiti differenziali del rumore, se disturba un numero indeterminato di persone, rende penalmente rilevante l’attività che li produce (Cassazione, sentenza 37097/15).

Il caso

A una donna viene addebitato il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (articolo 659 codice penale) perché, quale titolare di un night club, con schiamazzi e rumori, provenienti dal rumore dei compressori di aria condizionata e dal volume della musica assordante, disturbava il riposo notturno degli inquilini di un condominio vicino. La questione, dopo un lungo percorso, finisce in Cassazione.

Secondo la Suprema Corte, il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone nell’ambito di un’attività legittimamente autorizzata è un illecito amministrativo (art. 10, comma 2, l. n. 447/95) se si verifica il semplice superamento di limiti di rumore stabiliti dalle norme, ma è un reato (art. 659 c.p.) se si ha qualcosa di diverso dal semplice superamento. Ciò che conta in questo caso, afferma la Cassazione è che questo superamento - se disturba un numero indeterminato di persone - rende penale l’attività che li produce, quindi il comportamento della donna non comporta un semplice illecito amministrativo. Inoltre, il reato può essere dimostrato con qualsiasi mezzo di prova, ma se il giudice ritiene non complete le indagini non può pronunciare una causa di non punibilità, ma deve restituire gli atti al pm, anche se ritiene inattendibile la prova dichiarata.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Troppi rumori dal night club, scatta la condanna penale - La Stampa

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