mercoledì 19 agosto 2015

"Mia madre truffata dall’avvocato": protesta con striscione esposto dalla finestra di casa. Condannato per diffamazione

Striscione preparato minuziosamente ed esposto al balcone della propria abitazione: operazione realizzata da un uomo per denunciare l’errore professionale commesso, ai danni di sua madre, da un avvocato. Ma la vicenda risale a tanti – troppi – anni prima... Ciò rende punibile la condotta dell’uomo, che non può, difatti, sostenere, a scoppio ritardato, l’ipotesi della provocazione (Cassazione, sentenza 33274/15).

Richiama l’attenzione e incuriosisce, ovviamente, un «lenzuolo steso fuori dalla finestra di un’abitazione» – a Roma –, «raffigurante l’immagine» di una persona, e accompagnato dalla frase “Questa donna è stata truffata dall’avvocato...”, con tanto di nome e cognome del professionista. Ma la citazione non è accolta benissimo dal legale... Consequenziale la battaglia giudiziaria, che si conclude, sia in primo che in secondo grado, con la condanna per il reato di diffamazione dell’autore dello striscione.

La decisione, però, viene duramente contestata dall’uomo, il quale sostiene che il suo gesto sia catalogabile come «reazione». Andando a ritroso nel tempo, difatti, è rintracciabile la «provocazione» messa in atto dall’avvocato, il quale «aveva assistito civilmente, anni prima, sua madre, e, ricevuto dall’assicurazione un assegno di 90 milioni di lire, lo aveva consegnato» non alla donna bensì a un suo «figlio, che lo aveva, poi, trattenuto per sé».

Nessun dubbio è possibile sull’«errore professionale» compiuto dal legale. Però va tenuto presente, sottolineano i giudici della Cassazione, che quell’«errore» era stato «commesso diversi anni prima». Senza dimenticare, poi, che proprio per rimediare all’azione dell’avvocato, erano state avviate «opportune azioni legali», conclusesi positivamente, poiché «la banca ha, infine, corrisposto l’importo dell’assegno, pagato, malamente, a favore del fratello».

Tutto ciò permette di affermare, senza tema di smentite, che, in questa vicenda, è davvero fragile l’ipotesi della «provocazione», soprattutto perché manca, in maniera clamorosa, «una reale contiguità temporale tra l’insorgere della reazione», cioè l’esposizione dello striscione, e il «fatto ingiusto», ossia l’«errore» commesso dal legale. Consequenziale è, quindi, la conferma, nei confronti dell’uomo, della condanna per la «diffamazione» dell’avvocato.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /"Mia madre truffata dall’avvocato": protesta con striscione esposto dalla finestra di casa. Condannato per diffamazione - La Stampa

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