giovedì 2 luglio 2015

Omesso versamento, tre mesi per evitare la sanzione penale

I contributi necessari per i dipendenti vanno versati entro tre mesi dalla segnalazione dell’INPS; altrimenti, il datore di lavoro può incorrere nei guai, sfociando questa omissione nel penale. Con la sentenza del 24 giugno 2015 n. 26513, la Corte di Cassazione ha infatti delineato molto bene la colpevolezza del datore di lavoro che non versa il dovuto per la previdenza, avvalorando quanto già affermato dalla Corte di Appello e rigettando dunque il ricorso di una contribuente. 
La donna lamentava di non aver mai ricevuto la diffida ad adempiere da parte dell’INPS; e tuttavia i Giudici di Piazza Cavour hanno affermato che la diffida è stata recapitata a mezzo posta presso la residenza dell’imputata; visto che lei non era presente in casa, un’altra persona – a detta della ricorrente non abilitata – ritirò la diffida per suo conto. Anche se, venuta a sapere in ritardo della presenza di tale diffida, ella effettivamente versò la somma richiesta, per la Corte di Cassazione il suo ricorso è da considerarsi invalido. Infatti, per considerarsi non punibile, va ritenuto tempestivo il versamento effettuato anche nel corso del giudizio, qualora l’imputato non abbia ricevuto dall’Ente previdenziale alcuna contestazione o la notifica che contenga gli essenziali elementi dell’avviso di accertamento. 
La possibilità per il datore di lavoro di evitare l’applicazione della sanzione penale, attraverso il procedimento definitorio, “resta connessa all’adempimento dell’obbligo imposto dall’ente previdenziale di rendergli noto, nelle forme previste dalla norma, l’accertamento delle violazioni e le modalità ed i termini per eliminare il contenzioso in sede penale, con la conseguenza che l’esercizio di tale facoltà può essere precluso solo dalla scadenza del termine di tre mesi a decorrere dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento”. 
Fonte: Lavoropiù Giuffrè - http://lavoropiu.info/Omesso versamento, tre mesi per evitare la sanzione penale - La Stampa

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