martedì 12 maggio 2015

Troppo alcool per l'anziano: condannato per aver guidato la propria bici

Forse qualche bicchiere di vino di troppo, o, magari, un ‘assaggio’ di grappa, certo è che l’andamento, su due ruote, dell’arzillo vecchietto pare davvero strano... Sospetti legittimi, come conferma l’etilometro: il tasso alcolemico dell’uomo, fermato alla guida della propria bicicletta, è pari a 0,9 grammi per litro. Consequenziale, e legittima, la condanna, nonostante il veicolo impiegato dall’uomo non sia dotato di motore (Cassazione, sentenza 17684/15).

Il caso

Linea di pensiero comune per il Giudice per le indagini preliminari e per i giudici d’Appello: da sanzionare un uomo – di quasi 75 anni – beccato alticcio a guidare la propria bicicletta. Secondo l’anziano amante delle ‘due ruote’, però, vi è una evidente «violazione di legge», poiché il reato contestatogli, ossia l’aver «guidato sotto l’effetto dell’alcool», non è plausibile laddove, come in questo caso, «non si guidi un veicolo a motore». Da rimettere in discussione, quindi, secondo l’uomo, la condanna. Ma le obiezioni mosse dal ciclista non sono ritenute dotate di valore dai giudici della Cassazione. Questi ultimi, difatti, ribadiscono la «rilevanza penale» della «condotta di guida in stato di ebbrezza» qualora «il mezzo di circolazione sia una bicicletta», e ciò «indipendentemente dall’applicabilità delle sanzioni amministrative accessorie» – come la «sospensione della patente di guida» – previste dalla «norma». Di conseguenza, «il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso» anche «attraverso la conduzione di una bicicletta», rivestendo, in tale ottica, «un ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo» – alla luce delle precarie condizioni della persona che utilizza quel mezzo – a «interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale». Da confermare, senza alcun dubbio, concludono i giudici, la condanna per l’anziano ciclista.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /Troppo alcool per l'anziano: condannato per aver guidato la propria bici - La Stampa

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