lunedì 23 marzo 2015

Evasione, sequestrate anche le case intestate a figlio e nuora

Il concetto di “disponibilità di un bene” può essere molto più ampio di quello che s’immagina: ad esempio, è lecito ritenere che il padre che acquisti al figlio e alla nuora degli immobili, avendone sopportato i costi, abbia la disponibilità degli stessi. Così avviene nel caso del sequestro preventivo dei beni per reati tributari, consentito solo sui beni nella disponibilità dell’indagato. Tra questi, anche tutti quelli acquistati, in tutto o in parte, con il suo denaro. È quanto si ricava dalla sentenza di Cassazione del 19 marzo scorso, n. 11497, con cui la Corte respinge i ricorsi riuniti di padre (indagato di evasione), figlio e nuora e lascia invariati i decreti di sequestro spiccati dal Tribunale.

Come chiarito dalla Corte, nel caso di sequestro di beni intestati ad altri, è necessario dimostrare che l’intestazione è fittizia e che la proprietà degli stessi sia dell’indagato, il quale ne abbia la sostanziale disponibilità. E la prova che il bene sia stato acquistato con i soldi dell’indagato, per i Supremi Giudici, “integra tale qualificata probabilità”. Anche per i familiari intestatari dei beni sequestrati, valgono le stesse regole. Questa la soluzione a cui arrivano i Supremi Giudici che, lungi dal voler frustare la legittima aspirazione del padre a compiere erogazioni liberali nei confronti del figlio, la ritengono l’unica compatibile col principio dell’istituto della confisca dell’equivalente, che viceversa verrebbe aggirata con la semplice intestazione “a mogli, figli, fratelli, sorelle, etc”.

Fonte: www.fiscopiu.it/Evasione, sequestrate anche le case intestate a figlio e nuora - La Stampa

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