lunedì 23 febbraio 2015

Piccolo spacciatore tenta la fuga in bici: arresto in flagranza legittimo

Il giudice presso il tribunale di Locri non convalida l’arresto in flagranza di reato di un uomo, colto in flagranza del reato di detenzione e produzione a fini di spaccio di marijuana. La Cassazione (sentenza 5879/15) ricorda che, in riferimento all’ipotesi di arresto facoltativo, i presupposti della gravità del fatto e della pericolosità del soggetto non devono essere necessariamente presenti congiuntamente, essendo sufficiente che ricorra almeno uno dei due parametri.

Se da un lato, la polizia giudiziaria deve indicare le ragioni che l’hanno indotta ad esercitare il potere di privazione della libertà in relazione alla gravità del fatto o alla pericolosità dell’arrestato, dall’altro è sufficiente che le ragioni emergano dal contesto descrittivo del verbale d’arresto o dagli atti complementari in modo da consentire al giudice della convalida di prenderne conoscenza.

Nel caso di specie, l’indagato, vedendo sopraggiungere i carabinieri, si era dato alla fuga, senza successo. Gli venivano trovate addosso due dosi di marijuana, mentre in casa e nel garage venivano sequestrati numerosi grammi della stessa sostanza. L’arresto veniva quindi motivato come misura giustificata, in base ai trascorsi dell’uomo, alla sua personalità, al pericolo di fuga, alla reiterazione ed alla gravità del fatto, nonché, infine, alla necessità di interrompere l’azione criminosa. Doveva, perciò, ritenersi soddisfatto l’onere di motivazione dell’arresto, essendo stata illustrata una valutazione di gravità dei fatti non arbitraria ed evidenziato il pericolo di fuga. Inoltre, anche ricorrendo il fatto di lieve entità, ex art. 73, comma 5, T.U. sugli stupefacenti, pure rispetto a questo, «a maggior ragione ora che è configurato quale reato autonomo», è possibile individuare una scala di graduazione della gravità del reato, per cui sarebbe errato ritenere che la delineazione legislativa del fatto lieve non ammetta una valutazione della misura di gravità dello specifico fatto. Per questi motivi, la Corte di Cassazione annulla senza rinvio il provvedimento impugnato, in quanto l’arresto era stato legittimamente eseguito.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Piccolo spacciatore tenta la fuga in bici: arresto in flagranza legittimo

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