sabato 15 novembre 2014

“Lei è un ladro”. Lo obbligano a mostrare lo scontrino dinanzi agli altri clienti: risarcito

A compere concluse un uomo si avvia verso casa, ma alcuni dipendenti lo bloccano e lo costringono a tornare nel supermercato, accusandolo, a più riprese, di essere un ladro. Riesce a dimostrare la propria innocenza, grazie allo scontrino, ma resta la ‘ferita’ alla sua reputazione: la società proprietaria del supermercato è condannata a risarcire il cliente (Cassazione, sentenza n. 24198/14; depositata il 13 novembre).

Il caso

Facilmente ricostruita la disavventura vissuta da un anziano signore: a febbraio 2004 egli «aveva effettuato acquisti» in un supermercato, «pagando regolarmente la merce»; poi, una volta «uscito dal negozio», fu «inseguito in strada da alcuni dipendenti, dai quali fu accusato di avere rubato alcuni prodotti» e «venne accompagnato all’interno del negozio e costretto ad esibire la prova dell’acquisto», per giunta «al cospetto dei numerosi avventori del supermercato» di cui «era assiduo frequentatore».

Per l’uomo la «condotta dei dipendenti» del supermercato «ha leso il suo onore e la sua reputazione». Ma tale visione viene ritenuta non accettabile dal gdp, il quale respinge la relativa richiesta di «risarcimento del danno». Di avviso opposto, però, i giudici del Tribunale, i quali, a sorpresa, ritengono «sussistente la responsabilità» della società e ne sanciscono la condanna al «risarcimento del danno» in favore dell’uomo, che può cantare vittoria, pur di fronte a un obolo assai contenuto, pari ad appena 650 euro.

E ora a ‘certificare’ il rilievo della lesione, seppur solo morale, subita dall’uomo provvedono i giudici della Cassazione, i quali respingono le obiezioni mosse dalla società, in qualità di proprietaria del supermercato, e confermano il «risarcimento del danno» a favore dell’oramai ex cliente. Condivisa l’ottica adottata in secondo grado: è corretto, alla luce della vicenda, ritenere concreto il «pregiudizio» subito dall’uomo, a seguito della «lesione» alla sua «immagine» e alla sua «reputazione». Rilevante, in questo quadro, non solo l’«accusa» mossa dai dipendenti, ma anche il fatto quell’accusa sia stata espressa, in maniera chiara, coram populo, dinanzi agli sguardi – inevitabilmente sospettosi – della «clientela» presente nel supermercato.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - “Lei è un ladro”. Lo obbligano a mostrare lo scontrino dinanzi agli altri clienti: risarcito

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