venerdì 21 novembre 2014

Dieci euro di troppo sono pochi per mettere il tassista alla ‘gogna’

Un tassista aumenta di dieci euro la tariffa della corsa e viene condannato dalla Corte d’appello per il reato di truffa aggravata. Ricorre in Cassazione, lamentando che non gli è stata concessa l'attenuante del "danno patrimoniale di lieve entità" (art. 62, numero 4, c.p.). La Cassazione ricorda che il danno è definito tenue soltanto "a fronte della complessiva minima capacità della condotta di danneggiare, in modo oggettivo, la sfera globale di interessi della persona offesa danneggiata dal reato". Infatti, se il danno deve essere considerato con riferimento al valore dell’oggetto, la legge utilizza un’espressione diversa: ciò avviene, ad esempio, nel caso del furto, punibile a querela dell’offeso se il fatto è commesso su «cose di tenue valore». La Corte riconosce che la maggioranza dei casi oggetti di valutazione riguardano reati, come la rapina e l’estorsione, che offendono anche la persona. Tuttavia, una situazione simile è presente nei reati che offendono solo il patrimonio, in quanto il danno patrimoniale deve essere valutato, in ogni caso, secondo la prospettiva della persona offesa, da considerare in maniera oggettiva, ovvero la percezione del danno da parte di un soggetto medio nelle stesse condizioni. In conclusione, la Cassazione invita la Corte d'appello a riesaminare la vicenda perchè è stato un errore escludere l’attenuante, considerando che l’unico effetto della condotta dell’imputato era consistito in un generico disagio (l'aumento della tariffa per il servizio taxi rispetto a quella dovuta).

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Dieci euro di troppo sono pochi per mettere il tassista alla ‘gogna’

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