venerdì 14 novembre 2014

Avere la precedenza all’incrocio non esclude la prudenza

In tema di circolazione stradale, il diritto di precedenza non esclude il dovere del conducente “favorito” di osservare a sua volta le normali prescrizioni di prudenza e di diligenza. D’altronde, nella circolazione stradale il conducente è tenuto a prevedere anche le condotte imprudenti altrui (Cassazione, sentenza n. 46818/14; depositata il 12 novembre).

Il caso

La Corte d’appello condanna l’imputata per l’omicidio colposo in danno di un uomo. La donna è ritenuta responsabile in quanto, impegnando un incrocio, dopo essersi fermata allo “stop”, aveva iniziato ad impegnare la carreggiata mentre sopraggiungeva da sinistra un motoveicolo, che alla vista dell’auto frenava bruscamente perdendo il controllo del mezzo. Il motociclista scivolava a terra e andava ad urtare la testa contro il cerchione dell’autovettura dell’imputata, riportando gravi ferite mortali.

La Cassazione ricorda che «in tema di circolazione stradale, il diritto di precedenza non esclude il dovere del conducente “favorito” di osservare a sua volta, approssimandosi all’incrocio, le normali prescrizioni di prudenza e di diligenza e, in particolare, quella di rallentare e di moderare la velocità» (Cass., n. 9615/1991). D’altra parte, è altrettanto pacifico che «nel corso della circolazione stradale il conducente è tenuto a prevedere anche le condotte imprudenti altrui» (Cass., n. 472/1990).

L’evitabilità dell’evento, in sostanza, non dipende esclusivamente dal rispetto delle regole del Codice della Strada da parte di chi affronta un incrocio, ma anche dal veicolo “favorito”. Nel caso, come giustamente osservato dai Giudici di merito, la circostanza che il casco della vittima si fosse spaccato a seguito dell’impatto, è indice del fatto che la sua velocità di circolazione non era stata prudenziale. Altrettanto correttamente i Giudici di merito avevano riconosciuto il concorso di colpa del motociclista. Sulla base di tali argomenti, la Cassazione ha respinto il ricorso.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Avere la precedenza all’incrocio non esclude la prudenza

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