venerdì 12 settembre 2014

Pub sulla riva del lago, ma lo scenario magico è mortificato dal cliente chiassoso: condannato

Notevoli lamentele degli avventori, rimostranze ripetute del gestore del locale: casus belli i comportamenti inurbani del cliente, probabilmente alterato dall’alcool. Dalla ricostruzione della vicenda emerge, in sostanza, il fatto che gli atteggiamenti dell’uomo hanno rappresentato una lesione della libertà delle altre persone (Cassazione, sentenza 27873/14).

Il caso

Scenario meraviglioso, con tanto di vista panoramica sul lago. Ma la ‘magica’ atmosfera del pub è rovinata da un cliente "caciarone", troppo caciarone… Come si usa dire, però, “il troppo stroppia…”, e, difatti, l’uomo, già additato in malo modo dagli altri ospiti della struttura, si ritrova anche condannato per il reato di molestie alle persone. Per i giudici del tribunale non vi sono dubbi o perplessità sulla «condotta» dell’uomo, il quale – «verosimilmente alterato dall’alcool» – , all’interno del locale, ha avuto comportamenti poco gradevoli, talora «scomposti e violenti», e comunque «inurbani, petulanti e scorretti».

Esemplari gli «atteggiamenti» tenuti «nei confronti della compagna» – eccessivamente «affettuosi», tanto da sfiorare l’ipotesi di «atti osceni» – e le «incomprensioni con il barista». Consequenziale è la condanna dell’uomo «alla pena di 200 euro di ammenda». E tale decisione, nonostante le obiezioni dell’uomo – il quale sottolinea che i «comportamenti» tenuti «non hanno indotto alcuno degli avventori all’allontanamento dal locale» – viene condivisa e confermata dai giudici del ‘Palazzaccio’.

Decisiva la ricostruzione della vicenda, da cui emergono non solo la «condotta scomposta e violenta» dell’uomo – «indicato in stato di verosimile alterazione alcolica» – e «manifestatasi in intemperanze» come «colpi sul bancone, urla, rottura di bicchieri», ma anche «atteggiamenti inurbani, petulanti e scorretti». Rilevante anche il fatto che, «nonostante le rimostranze ripetutamente espresse dal gestore» del locale, l’uomo abbia proseguito nei propri comportamenti, cagionando «disagio» negli altri ospiti del pub. Evidente, per i giudici, come le azioni compiute dall’uomo abbiano leso l’«altrui sfera di libertà»: legittima, quindi, la condanna, come decisa in Tribunale, per il reato di «molestia e disturbo alle persone».

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Pub sulla riva del lago, ma lo scenario magico è mortificato dal cliente chiassoso: condannato

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