sabato 20 settembre 2014

Non è mai troppo tardi per diventare padre

E’ irrilevante l’autorizzazione dei familiari rispetto alla ctu sul cadavere del congiunto, disposta dall’autorità giudiziaria, nell’ambito di un procedimento di dichiarazione giudiziale di paternità: non è, infatti, configurabile un diritto soggettivo dei prossimi congiunti sul corpo della persona deceduta. Lo stabilisce la Cassazione nella sentenza 14786/14.

Il caso

La Corte d’appello di Bologna accoglieva la domanda di dichiarazione di paternità naturale fatta da una donna nei confronti del figlio ed erede del soggetto ritenuto il padre naturale. I giudici basavano la loro decisione su una ctu genetica sull’attrice e sul deceduto, dopo aver dato l’autorizzazione a riesumare la salma. L’erede ricorreva in Cassazione, lamentando la violazione dell’art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare) in ordine all’illegittimità di riesumazione del cadavere per effettuare la consulenza genetica.

Analizzando la domanda, la Corte di Cassazione ricordava che è ammissibile la ctu genetica sul cadavere nei procedimenti per la dichiarazione di paternità naturale. Si tratta, infatti, di un mezzo privilegiato nella ricerca della paternità, essendo un accertamento poco invasivo ed idoneo a fornire un risultato risolutivo, analogo a quello proprio del prelievo su una persona vivente, e funzionale alla tutela del diritto fondamentale allo status giuridico. Inoltre, è irrilevante l’autorizzazione dei familiari rispetto alla ctu sul cadavere del congiunto, disposta dall’autorità giudiziaria, nell’ambito di un procedimento di dichiarazione giudiziale di paternità: non è, infatti, configurabile un diritto soggettivo dei prossimi congiunti sul corpo della persona deceduta.

Anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nella sentenza del 13/7/2006 (Jaggi c/ Svizzera), aveva ricordato che il diritto all’identità biologica di una persona non può subire alcuna compressione, nemmeno qualora l’interessato si fosse opposto in vita ad analisi volte ad accertare il rapporto di filiazione. Per questi motivi, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Non è mai troppo tardi per diventare padre

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