venerdì 12 settembre 2014

La moglie del commercialista risponde al Fisco dei proventi illeciti del marito

Brutte notizie per la moglie del professionista. La sentenza d’Appello che, stante la sua estraneità al procedimento penale del marito, scaturente da fatti illeciti a lei sconosciuti, ne escludeva la responsabilità solidale ex art. 17, Legge n. 114/77, è stata annullata. Delle tante censure sollevate dall’Agenzia per smontare la sentenza di merito, l’unica che ha trovato l’accoglimento della Cassazione è proprio quella inerente alla responsabilità del coniuge codichiarante per l’obbligazione tributaria accertata nei confronti dell’altro coniuge.

Come ribadito dai Giudici del Palazzaccio, la dichiarazione congiunta non lascia scampo: si tratta di una “volontaria”, “libera” scelta dei coniugi, con cui vengono accettati “anche i rischi inerenti alla disciplina propria dell’istituto”, e fa sorgere una responsabilità solidale per le obbligazioni tributarie che opera anche se i redditi accertati nei confronti del marito siano costituiti da proventi derivanti da reato. I dubbi, poi, sulla legittimità costituzionale del menzionato art. 17, in relazione alla capacità contributiva, sono già stati fugati dalla Consulta (sent. n. 215/04).

Posto che la posizione della moglie è comunque garantita: dinanzi al giudice tributario, resta libera di contestare anche nel merito l’obbligazione del marito, purché lo faccia entro i termini decorrenti dalla notifica dell’atto da cui assume per la prima volta conoscenza della pretesa. Con la sentenza del 10 settembre, n. 19026, la Cassazione decide nel merito: anche la moglie del commercialista è responsabile del maggior reddito accertato in capo al marito e derivante dalla partecipazione di quest’ultimo a un’operazione di false fatturazioni nell’interesse di alcune società di cui curava la contabilità.

Fonte:  www.fiscopiu.it/La Stampa - La moglie del commercialista risponde al Fisco dei proventi illeciti del marito

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