giovedì 12 giugno 2014

Garante privacy, un anno di attività: da internet ai dati giudiziari

Datagate, Internet, social network, pagamenti con smartphone e tablet, banche dati, traffico telefonico e telematico: sono questi alcuni degli ambiti su cui è intervenuta l'Autorità Garante per la Privacy - composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici e Licia Califano - che ha presentato la sua Relazione annuale nella sala Koch di palazzo Madama, alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso.

Nel rapporto, il Garante traccia il bilancio del lavoro svolto e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi nell'obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda l'uso delle nuove forme di comunicazione e dei sistemi tecnologici. Come sempre, una particolare importanza ha assunto il lavoro svolto dall'Autorità riguardo al mondo della Rete.

Sono state adottate poi le Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam. Significativi anche gli interventi svolti per regolare l'uso della firma biometrica nelle banche e l'uso delle impronte digitali sul posto di lavoro. Via libera anche al rinnovo delle autorizzazioni generali sull'uso dei dati sensibili e giudiziari da parte di diverse categorie, dell'autorizzazione generale sull'uso dei genetici e di quella sulla ricerca medico scientifica.

Procedimento giudiziario - Il Garante ha confermato che spetta al Giudice adito, ove ritualmente richiesto, la competenza a valutare la liceità del trattamento dei dati personali. Infatti, l'articolo 160, comma 6, del Codice stabilisce che la validità, l'efficacia e l'utilizzabilità di atti, documenti e provvedimenti nel procedimento giudiziario basati sul trattamento di dati personali, ancorché non conforme a disposizioni di legge o di regolamento, restano disciplinate dalle pertinenti disposizioni processuali nella materia civile e penale.

Internet - Nel corso del 2013, si ricorda nella relazione, il Garante ha sanzionato Google per un milione di euro per il servizio Street View ed ha intrapreso un'azione, in coordinamento con le altre Autorità europee, nei confronti di Mountain View per le nuove regole privacy adottate. È intervenuto per garantire maggiore trasparenza agli utenti dei servizi di messaggistica, anche vocale. E ha dettato regole per proteggere la privacy su smartphone e tablet.

È stato anche definito un modello di consenso per l'uso dei 'cookie' da parte degli utenti e ulteriormente rafforzato il diritto delle persone interessate a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line. Inoltre, per garantire un corretto rapporto fra trasparenza della pubblica amministrazione e riservatezza delle persone, sono stati presi provvedimenti di divieto nei confronti di decine di Comuni che avevano pubblicato sul web dati sanitari dei cittadini e sono state adottate le linee guida sulla trasparenza on line.

Tlc - Il Garante per la Privacy ha poi fissato le regole sull'obbligo per le società di tlc di comunicare agli utenti e all'Autorità le violazioni subite dai data-base in caso di attacchi informatici, eventi avversi o calamità, i cosiddetti 'data breach'. Sono state anche adottate linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam e fatti interventi per regolare l'uso della firma biometrica nelle banche e l'uso delle impronte digitali sul posto di lavoro. Rilevante anche l'impegno nel dettare regole per la tutela dei cittadini nei confronti dei call center delocalizzati nei Paesi extra Ue; per la tutela degli abbonati telefonici contro il telemarketing aggressivo e contro le cosiddette 'telefonate mute'; per la tutela della privacy nel condominio.

Le cifre - Nella relazione annuale compaiono le cifre più significative, a bilancio dell'attività del Garante per la Privacy. Nel 2013, sono stati adottati 606 provvedimenti collegiali. L'Autorità ha fornito riscontro a 4.185 tra quesiti, reclami e segnalazioni che hanno riguardato telefonia, centrali rischi, videosorveglianza, rapporti di lavoro, giornalismo. Sono stati decisi 222 ricorsi, inerenti soprattutto a banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attività di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici. I pareri resi dal collegio a Governo e Parlamento sono stati 22 ed hanno riguardato, in particolare, l'informatizzazione delle banche dati della pubblica amministrazione, l'attività di polizia e sicurezza nazionale, la formazione. Effettuate 411 ispezioni pari al +4% rispetto al 2012, che hanno riguardato diversi settori: call center e telefonate promozionali indesiderate; banche dati del fisco; credito al consumo e centrali rischi; sistema informativo dell'Inps; nuovi strumenti di pagamento elettronico gestiti dalle compagnie telefoniche ovvero 'mobile payment'; violazioni delle banche dati dei gestori tlc, i 'data breaches'.

Le violazioni amministrative contestate sono state 850, in aumento rispetto all'anno precedente quando risultarono in totale 578: una parte consistente ha riguardato il trattamento illecito dei dati, legato principalmente al telemarketing e all'uso dei dati personali senza consenso; all'omessa o inadeguata informativa agli utenti; alla conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico; alla mancata adozione di misure di sicurezza; all'omessa o mancata notificazione al Garante; all'inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità.

Le sanzioni - Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a oltre 4 milioni di euro. Le violazioni segnalate all'autorità giudiziaria sono state 71, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati. L'attività di relazione con il pubblico è aumentata rispetto all'anno precedente: si è dato riscontro a oltre 31.000 quesiti, che hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate alle telefonate indesiderate, a Internet, alla pubblicazione di documenti da parte della Pa, alla videosorveglianza, al rapporto di lavoro. Quanto all'attività internazionale, i Garanti europei si sono occupati del nuovo regolamento in materia di protezione dati che sostituirà quello del 1995 e della direttiva che dovrà disciplinare il trattamento dei dati per finalità di giustizia e di polizia. Infine, si è operato anche nell'ambito delle autorità di controllo per Schengen, Europol ed Eurodac.

fonte: ilsole24ore.com//Garante privacy, un anno di attività: da internet ai dati giudiziari

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