martedì 4 marzo 2014

Se la dichiarazione è a credito, l'acconto oltre i termini non è sanzionabile

La vicenda riguarda una società per azioni che si vedeva contestare, attraverso controllo automatizzato, il ritardato versamento oltre i termini di legge dell'acconto IVA. Per questo motivo l'Amministrazione Finanziaria emetteva cartella esattoriale. La società presentava ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva il ricorso annullando l'atto di contestazione ritenendo inapplicabile ed ingiustificata la sanzione amministrativa. L'Agenzia delle Entrate ricorreva in appello presso la Commissione Tributaria Regionale, la quale riformava la sentenza di primo grado e, accogliendo l'appello, dichiarava legittima la cartella di pagamento. La società proponeva infine ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4145 depositata il 21 febbraio 2014, accoglie il ricorso della società poiché non ritiene sanzionabile il versamento tardivo dell'acconto IVA nel caso in cui, come da copia di liquidazioni IVA e dichiarazione, risulti che nessun acconto era dovuto. Nella fattispecie infatti la ricorrente afferma che, sulla base della liquidazione annuale IVA relativa all'anno 1999, nessun importo era dovuto poiché la società risultava essere a credito rispetto all'acconto versato nel 1999 e pertanto non era sanzionabile il versamento tardivo dell'acconto del mese di dicembre. Gli ermellini citano una precedente sentenza della Corte stessa (n. 10388/2011) che stabiliva che in tema di IVA il versamento frazionato del tributo assolve una funzione provvisoria, costituendo un mero acconto sulla somma dovuta a titolo di imposta che, una volta accertata giudiziariamente nel suo ammontare, deve essere restituito in tutto o in parte al contribuente o, al contrario, integrato dallo stesso fino a concorrenza di quanto dovuto.

Fonte: http://fiscopiu.it/La Stampa - Se la dichiarazione è a credito, l'acconto oltre i termini non è sanzionabile

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