martedì 18 marzo 2014

Rivali in amore si prendono a botte: basta un graffio e scatta la condanna per lesioni

Rivali in amore si prendono a botte: basta un graffio e scatta la condanna per lesioni

Affinché di malattia possa parlarsi, ai fini della sussistenza del reato di lesione personale di cui all’art. 582 c.p., è sufficiente qualsiasi alterazione anatomica e funzionale dell’organismo, anche localizzata, lieve e non compromettente le condizioni organiche generali... come un semplice graffio. È quanto stabilito dalla Cassazione nella sentenza 51393/13. Il caso Una donna ricorre in Cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Massa che aveva assolto una sua rivale in amore, la quale, durante un alterco, le aveva procurato un graffio sul viso e una prognosi di dieci giorni. É incongrua e giuridicamente erronea l’affermazione secondo la quale il graffio riportato dalla ricorrente non fosse qualificabile come lesione, nell’accezione penalistica, in palese dissonanza con il pacifico insegnamento giurisprudenziale di legittimità. In un suo precedente, la Suprema Corte ha chiarito che per la configurazione della nozione di "malattia", «rilevante ai fini della sussistenza del reato di lesione personale di cui all'art. 582 c.p., è sufficiente qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell'organismo, ancorché localizzata, di lieve entità e non influente sulle condizioni organiche generali, onde lo stato di malattia perdura fino a quando sia in atto il suddetto processo di alterazione». Sulla base di ciò, il ricorso deve essere accolto e la sentenza impugnata annullata.



Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Rivali in amore si prendono a botte: basta un graffio e scatta la condanna per lesioni

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