mercoledì 5 febbraio 2014

Valori catastali, finalmente si cambia: dai vani ai metri quadri

Prosegue l’iter parlamentare della “delega fiscale” e con esso la tanto attesa riforma del Catasto. Ieri in Senato è stato approvato, fra gli altri, l’art. 2 del ddl n. 1058 “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”, che aveva già ottenuto il primo lasciapassare dalla Camera dei deputati. Nella ricerca di equità fiscale un passaggio obbligato è quello della revisione dei valori catastali. È sufficiente rammentare la lunga lista di tributi calcolati attraverso l’utilizzo delle rendite catastali (si pensi alla nuova IUC piuttosto che all’Irpef) per comprendere la delicatezza della questione e l’imprescindibile necessità di una riforma, atteso che i dati catastali risentono di un’impostazione vetusta e non aderente alla realtà dei valori immobiliari. La “rivoluzione” dell’art. 2 comporterà, al compimento del suo iter in Parlamento, la determinazione di un “valore patrimoniale medio ordinario” e di una “rendita media ordinaria” per le unità immobiliari. Il primo (valore patrimoniale medio ordinario) verrà calcolato utilizzando il metro quadrato come “unità di consistenza”, ma terrà conto anche di funzioni statistiche in grado di esprimere la giusta correlazione fra valore di mercato, caratteristiche e localizzazione per ogni ambito territoriale. Quando non sia possibile utilizzare le suddette funzioni statistiche, si ricorrerà a un stima diretta (seppur con applicazione di metodi standardizzati), al criterio del costo, se gli immobili sono strumentali, o, infine, a quello del reddito, nel caso in cui la redditività costituisca l’aspetto prevalente per l’immobile. La rendita media ordinaria verrà determinata con un criterio di stima che dovrebbe far uso di funzioni statistiche atte a correlare redditi da locazione, localizzazione e caratteristiche delle unità immobiliari per destinazione catastale e per ambito territoriale. Nel caso non vi sia un “consolidato mercato delle locazioni” si applicheranno specifici tassi di redditività ai valori patrimoniali, calcolati sulla base dei dati di mercato del triennio precedente l’anno di entrata in vigore del decreto. Va infine segnalato, anche alla luce dell’importanza che avranno nel calcolo dei valori appena evidenziato, che le destinazioni d’uso catastali dovranno essere rideterminate “tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili”.

Fonte: http://fiscopiu.it/news/valori-catastali-finalmente-si-cambia-dai-vani-ai-metri-quadri /La Stampa - Valori catastali, finalmente si cambia: dai vani ai metri quadri

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