martedì 18 febbraio 2014

Guida senza patente: la titolarità di una categoria superiore è il salvagente per evitare la condanna

Colui che, munito di una patente di categoria superiore a quella richiesta, guida un veicolo per il quale è richiesta la patente di altra categoria non è punibile penalmente ma solo con sanzione amministrativa. È quanto affermato dalla Cassazione nella sentenza 46278/13.
Il caso

Il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della legge penale per essere stato condannato dal Tribunale di Cassino per il reato di cui all’art. 116, co. 3, c.d.s. (Patente e abilitazione professionale per la guida di veicoli a motore) per essersi posto alla guida di un motociclo senza aver mai conseguito la patente di guida. Egli fa notare come non sia stata presa in considerazione la titolarità, da parte sua, di una patente di categoria superiore a quella richiesta per la conduzione di quel particolare mezzo. La Suprema Corte ritiene il ricorso fondato. Illuminante l’intervento della Corte Costituzionale: è arbitraria la differenziazione di sanzione tra categorie. Il sindacato della Cassazione si basa sulla pronuncia della Corte Costituzionale che «ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 116, co. 13, c.d.s. nella parte in cui punisce con la sanzione penale, anziché con la sanzione amministrativa stabilita dall’art. 125 dello stesso codice (Gradualità ed equivalenze delle patenti di guida), colui che, munito di patente di categoria B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta la patente di categoria A». Di conseguenza, non ricorre l’illecito contestato quando si guida con patente di categoria superiore un veicolo per il quale è richiesta la patente A. La prevista differenziazione della sanzione è, infatti, palesemente arbitraria, essendo equivalente la gravità delle condotte di cui di discute. A seguito di tale novazione legislativa, quindi, la condotta oggetto della sentenza non costituisce più reato. 
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Guida senza patente: la titolarità di una categoria superiore è il salvagente per evitare la condanna

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