giovedì 16 gennaio 2014

Locazione di appartamento a clandestine: è il profitto ingiusto a configurare il reato

Aveva affittato il proprio appartamento a quattro prostitute brasiliane clandestine, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla loro condizione di clandestinità, e per questo veniva condannato, in concorso con un'altra persona. I giudici di merito, in particolare, ritenevano esorbitante il canone di locazione richiesto, pari a 9mila euro l’anno, innalzato poi a 12mila. Errata, secondo i giudici di Cassazione (sentenza 41437/13), la doglianza dell’imputato ricorrente, secondo cui la Corte di appello avrebbe dovuto verificare se a ciascuna delle clandestine erano state imposte condizioni particolarmente onerose. Gli stessi Ermellini, infatti, hanno precisato che l’ingiusto profitto, oggetto del dolo specifico della condotta, «può essere desunto da condizioni contrattuali comunque gravose rispetto ai valori di mercato». Inoltre, l’imputato conosceva lo stato di clandestinità delle conduttrici. Il dolo specifico – viene precisato – riguarda il profitto ingiusto del proprietario dell’appartamento e non il danno subito da ciascuna delle conduttrici.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Locazione di appartamento a clandestine: è il profitto ingiusto a configurare il reato

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