mercoledì 30 ottobre 2013

Si para davanti al motorino: lo stop forzato è violenza privata

Come definire la strada? Forse ‘Far west’ in salsa moderna... Perché lì, in Italia, (quasi) tutto sembra essere consentito, e sempre lì le regole, in fondo, più che rispettate, vengono interpretate a seconda dei casi. Ciò nonostante, però, anche un comportamento scorretto all’apparenza lieve – per la precisione, fermare, colla propria presenza, la marcia di un motorino – può essere valutato come gravissimo, tanto da essere sanzionato come «violenza privata» (Cassazione, sentenza 23945/13).Ad adottare la linea dura sono, innanzitutto, i giudici di primo e secondo grado: questi ultimi, difatti, sanciscono la condanna, nei confronti di un uomo, «per i delitti di violenza privata e minacce». Casus belli è un ‘faccia a faccia’ stradale, caratterizzato non solo da comportamenti discutibili ma anche da parole ‘pesanti’. Per l’uomo finito sotto accusa – e che ora ricorre per cassazione –, però, la valutazione dell’episodio è stata eccessiva: a suo avviso non si può parlare di «violenza privata» per l’essersi semplicemente posto dinanzi a un motorino, bloccandone la marcia. Tale osservazione, però, viene ritenuta erronea dai giudici del Palazzaccio, i quali ricordano che si può parlare di «violenza privata» anche di fronte a una «minaccia, ancorché non esplicita, che si concreti in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo ad incutere timore». E tale è catalogabile, sempre secondo i giudici, l’azione dell’uomo, «paratosi» dinanzi un motorino, tanto da impedirne la prosecuzione della marcia. Peraltro, a dare forza a questa visione, aggiungono in conclusione i giudici – confermando la condanna emessa in Appello –, anche il ricorso, da parte dell’uomo, alla espressione «...avrebbe saputo lui come fargliela pagare»: si può parlare, a ragion veduta, di «minacce aggravate», essendo evidente l’ipotesi del «danno ingiusto» e del relativo «timore» provocato nei confronti della persona destinataria della frase.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Si para davanti al motorino: lo stop forzato è violenza privata

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