venerdì 25 ottobre 2013

Piatto e cucchiaino giù dal balcone, per colpire l’aggiudicatario della sua casa: 300 euro di danni morali

Il Tribunale ha motivatamente e logicamente valorizzato il pregiudizio morale derivante dalla manifestazione di disprezzo e, dunque, dal discredito, insiti nella condotta. Le motivazioni del gesto? Ritorsione per l’affronto della persona offesa che, partecipando ai pubblici incanti, si era aggiudicato l’immobile dell’imputato stesso. Con la sentenza 23051/13 la Cassazione ha confermato la responsabilità penale dell’imputato.

Il caso
Lancio del piatto … e del cucchiaino. Un uomo di quasi 70 anni viene condannato per il reato di getto pericoloso di cose, ex art. 674 c.p.. Deve pagare 300 euro a titolo di danni in favore della persona offesa, che, pur non colpita, era stata bersaglio del lancio di un piatto e di un cucchiaino da parte dell’imputato, dal balcone di casa. Il condannato ricorre per cassazione, dolendosi della mancata considerazione di alcune testimonianze, tra cui quella della moglie, secondo le quali sarebbe stata proprio la donna a far cadere accidentalmente le stoviglie, essendo obbligata a lavarle in balcone per una disfunzione dei rubinetti interni alla casa. Anche a ritener provata la condotta, non provati sarebbero i danni. Si lamenta poi dell’ammontare esagerato della rifusione delle spese processuali in favore della parte civile, pari a 1.600 euro. La Suprema Corte rileva che il ricorrente si è limitato a riportare soltanto alcuni passaggi della testimonianza della donna, senza dare così modo di valutarne, in sede di legittimità, la decisività. Gli Ermellini ricordano poi che la valutazione del giudice di merito, circa la liquidazione del danno morale, «non può essere analitica, ma è rimessa, in via equitativa, al suo prudente apprezzamento». In maniera logica, in questo caso, il Tribunale ha «valorizzato il pregiudizio morale derivante dalla manifestazione di disprezzo e, dunque, dal discredito, insiti nella condotta di getto di cosa posta in essere». L’imputato ha così reagito ritenendo di aver subìto un affronto: il suo bersaglio si era infatti aggiudicato, ai pubblici incanti, la sua casa. La Cassazione conferma quindi la responsabilità dell’uomo, ma annulla la sentenza impugnata nella parte in cui ha determinato in 1.600 euro le spese giudiziali da liquidare in favore della parte civile, poiché non ne ha dato congrua giustificazione.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it //La Stampa - Piatto e cucchiaino giù dal balcone, per colpire l’aggiudicatario della sua casa: 300 euro di danni morali

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