mercoledì 2 ottobre 2013

Comandante o no, le lettere personali devono rimanere chiuse

Corrispondenza inviata al Comando di polizia municipale ma indirizzata agli agenti, il comandante non può apprendere il contenuto delle missive. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza 37317/13.

Il caso
Il comandante della Polizia Municipale aveva aperto alcune buste indirizzate a membri della polizia municipale e aveva appreso il contenuto delle missive. Condannato in primo grado per violazione di corrispondenza (art. 616 c.p.), l’imputato veniva assolto in sede di appello, perché il fatto non sussiste. A ricorrere per cassazione sono le parti civili, i quali sottolineano che l’imputato aveva disposto l’apertura e la protocollazione di tutte le buste pervenute al corpo di polizia, anche di quelle indirizzate agli agenti ed anche di quelle recanti la dicitura «riservata personale». La Cassazione rileva che sono oggetto di registrazione obbligatoria i documenti ricevuti e spediti dall’amministrazione e tutti i documenti informatici. Tuttavia – precisa ulteriormente la Corte - la necessità di rispettare i diritti del personale amministrativo comporta «che la corrispondenza indirizzata all’Ente va tenuta distinta da quella indirizzata alla persona» e, nel momento in cui questa venga considerata non come membro dell’apparato amministrativo, ma uti singuli, «di assicurargli la conoscenza esclusiva del contenuto delle missive a lui dirette». Nel caso, la corrispondenza era indirizzata alle parti civili quali persone private, pertanto nessun altro, al di fuori dei destinatari, era abilitato ad apprendere il contenuto della corrispondenza.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Comandante o no, le lettere personali devono rimanere chiuse

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