giovedì 26 settembre 2013

Tenore di vita elevato? Il contribuente deve provare la ricchezza accumulata nel tempo

Due coniugi ricevevano un avviso di accertamento per il recupero delle maggiori imposte IRPEF e ILOR. La CTR – adita sulla questione – confermavano la legittimità dell’avviso avendo riscontrato che le gravi irregolarità e le forti incongruenze contabili e fiscali accertate, nonché, i dati oggettivi evidenziati quali l’elevato tenore di vita tenuto dai contribuenti, inducevano a ritenere legittima la rettifica del reddito operata dall’Ufficio, anche perché i ricorrenti non erano riusciti a fornire idonea prova contraria. I coniugi ricorrevano in Cassazione denunciando l’insufficienza della motivazione della sentenza in quanto i giudici – a loro parere – non avevano adeguatamente esaminato la documentazione dalla quale risultava un notevole accumulo di ricchezza conseguito negli anni precedenti al periodo oggetto di contestazione, tale da giustificare il tenore di vita rilevato nel corso delle indagini. La Suprema Corte – con la sentenza n. 21994 del 25 settembre 2013 – ha accolto il motivo presentato dai contribuenti affermando che i giudici di merito non avevano preso in considerazione la documentazione addotta dalle parti sulla base della quale sarebbe derivata la prova che “il maggior reddito accertato sulla base di indici di capacità contributiva rilevati dall’Ufficio (possesso di autovetture ed abitazioni) era giustificato dalla disponibilità di capitale accumulato in anni precedenti, si è limitato a negare la produzione di qualsiasi idonea prova contraria senza supportare tale apodittica statuizione con sufficienti argomentazioni”.

Fonte: http://fiscopiu.it/news/tenore-di-vita-elevato-il-contribuente-deve-provare-la-ricchezza-accumulata-nel-tempo/La Stampa - Tenore di vita elevato? Il contribuente deve provare la ricchezza accumulata nel tempo

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