mercoledì 4 settembre 2013

Mandato congiunto, la firma dell’atto fa scattare il compenso

Mandato congiunto, la firma dell’atto fa scattare il compenso

Corte di cassazione - Sezione II civile - Sentenza 4 settembre 2013 n. 20344
   
In caso di mandato congiunto in mancanza di prova su chi abbia svolto le diverse attività difensive “la sottoscrizione dell’atto, secondo i principi generali, deve ritenersi, in via presuntiva, idonea a far ritenere che alla sua stesura abbiano contribuito coloro che lo hanno sottoscritto”, con la corresponsione del relativo compenso ai legali sottoscrittori. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 20334/2013.

Secondo la Suprema corte, infatti, nonostante la ricorrente avesse sostenuto di aver fornito le prove della assenza di attività del secondo legale, in realtà, in violazione del principio della specificità del motivo, non aveva indicato dove e come avesse chiesto lo svolgimento d’istruttoria al riguardo, così “impedendo alla Corte di operare la necessaria valutazione di influenza e rilevanza delle prove in tesi dedotte”.

Sicché, restava precluso al giudice di merito accertare se le singole attività fossero state o meno materialmente predisposte da uno solo dei professionisti incaricati, da entrambi o in varia misura dall’uno e dall’altro, almeno quanto agli onorari, posto che in mancanza di prova sul punto, la sottoscrizione dell’atto, secondo i principi generali, deve ritenersi, in via presuntiva, idonea a far ritenere che alla sua stesura abbiano contribuito coloro che lo hanno sottoscritto”.
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Fonte:ilsole24ore

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